Contenuto riservato agli abbonati

Zamboni (Unife): vaccini, l’unico fattore di rischio si chiama piastrinopenia

Il professor Paolo Zamboni

I risultati delle autopsie: i fattori di rischio non sarebbero collegati al tipo di siero

FERRARA. Il meccanismo che porta alla morte dopo una vaccinazione, in casi rarissimi, non sarebbe collegato al tipo di siero. «Non esistono fattori di rischio specifici. Grande prudenza si deve osservare solamente per la preesistenza di piastrinopenia, per fattori genetici (morbo di Werlhof) o collegati all’intolleranza all’eparina, che sono le sole rarissime condizioni ad alto rischio» sono le conclusioni di Paolo Zamboni, chirurgo vascolare di Unife. La piastrinopenia è la malattia della quale si sospetta fosse affetta Camilla Canepa, morta dopo un’iniezione di AstraZeneca.

Zamboni ha partecipato negli ultimi mesi assieme ad una equipe multiuniversitaria guidata da Medicina legale di Catania a numerose autopsie ordinate «da Procure siciliane e pugliesi. Abbiamo così verificato la presenza di piastrinopenia autoimmune indotta dalla vaccinazione (VITT) alla base dei decessi. Si tratta di una patologia che può insorgere, in casi davvero rarissimi, a causa delle reazioni immunitarie indotte da vaccini, non solo quelli come Astra o J&J. È chiaro che nelle persone che già soffrono di piastrinopenia, il rischio viene moltiplicato». Per questo sarebbe anzitutto fondamentale che questa malattia fosse specificata nella scheda anamnestica pre-vaccinazione. Inoltre, per aumentare la sicurezza nelle prime settimane dopo la vaccinazione, andrebbero diffuse linee guida in medici e infermieri di prima assistenza, per il riconoscimento dei sintomi, gli esami da fare nei casi sospetti e la terapia da attivare nei casi accertati, in modo da evitare esiti gravi. «Mi risulta che le conclusioni delle nostre ricerche siano state inviate da parte delle Procure a ministero e Aifa, e in ogni caso sono pubblicati su riviste internazionali» conclude il professore. —


Stefano Ciervo

© RIPRODUZIONE RISERVATA