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Ferrara, appuntato trovato morto in caserma

Il corpo rinvenuto lunedì 14 giugno in via del Campo. L’uomo, 51 anni, prestava servizio nella stazione capoluogo. Il comandante: noi tutti feriti nel profondo

FERRARA. L’allarme sarebbe partito dai familiari. Da domenica non avevano sue notizie, quindi hanno chiesto ai colleghi di lavoro se l’avevano visto. Una chiamata preoccupata, per cercare spiegazioni, forse mossa da un sospetto o da un presentimento. E sono partite le ricerche, condotte in primo luogo in caserma.

È stato nel pomeriggio di ieri, poi, che i pensieri più cupi hanno trovato conferma, quando il corpo senza vita di un uomo, un appuntato di 51 anni, è stato avvistato all’interno di una struttura dismessa del comando provinciale dei carabinieri. Per i colleghi un fatto sconcertante quanto doloroso, per la famiglia una perdita straziante (ieri sera un familiare sarebbe giunto in ospedale per lo choc).


APERTA UN'INCHIESTA

La notizia ha iniziato a circolare in serata. Giovanni Troiano, era sposato e non aveva figli. Prestava servizio a Ferrara da cinque anni nella stazione capoluogo, che occupa una parte dei locali nei quali è insediato, in via del Campo, anche il comando provinciale della caserma dell’Arma intitolata all’appuntato Carmine Della Sala, ucciso durante una rapina avvenuta a Pontelagoscuro l’11 gennaio 1973 e insignito alla memoria della Medaglia d’oro al valor militare e della Medaglia d’oro al valor civile.

Il corpo dell’appuntato è stato trovato all’interno di un locale che si estende nel sotterraneo dell’edificio, dove in passato venivano condotte le esercitazioni di tiro. Si tratta di un ex poligono adibito a magazzino. Lì dentro, durante le ricerche, è stato rinvenuto il cadavere.

L’allarme ha fatto accorrere sul posto anche il medico legale. Si sta cercando di risalire all’ora del decesso, che potrebbe essere collocata – secondo le prime informazioni raccolte ieri sera – nella giornata di domenica.

Ma sarà l’autopsia su questo aspetto a dire probabilmente l’ultima parola. E anche sulle circostanze del fatto anche se ieri è parso evidente un gesto volontario. L’uomo avrebbe rivolto la pistola d’ordinanza verso di sé (l’insonorizzazione del locale può aver ostacolato la diffusione all’esterno del rumore dello sparo). Il fascicolo si trova sul tavolo del sostituto procuratore di turno, Barbara Cavallo, che ha iniziato a raccogliere i primi riscontri.

Sulle motivazioni che potrebbero aver spinto l’appuntato a compiere la scelta si sa ancora poco o nulla (ma le circostanze, lo ribadiamo, sono in via di accertamento). Si stanno cercando elementi utili all’inchiesta. Forse qualcosa di più si saprà nelle prossime ore. Quel che è certo è che il decesso ha gettato tutti i colleghi nello sconforto.

Ieri sera il cordoglio e il dolore dell’Arma di Ferrara sono stati espressi dal comandate provinciale, Gabriele Stifanelli: «Una notizia che ci colpisce e ferisce nel profondo – ha dichiarato – era una persona che andava d’accordo con tutti, questa perdita ci lascia tutti affranti e senza parole, vicini in questo momento al lutto dei familiari». —

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