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Dona il midollo osseo e salva un giovane francese malato

Altruismo da premio in occasione della Giornata del donatore organizzata dall’Avis di Cento. Riconoscimenti ai volontari e plauso speciale di associazione e Admo a uno studente di 20 anni 

CENTO. «Donare midollo osseo, come donare sangue, è un gesto semplice e immediato, ma è fondamentale per salvare una vita. Ho fatto l’iscrizione senza pensare a cosa potesse portare, invece hanno trovato la compatibilità. Una esperienza incredibile». Una grande testimonianza di solidarietà, quella di Pietro Busi, super donatore Admo. Pievese, 20 anni, studente universitario di Medicina, ha effettuato la donazione di midollo osseo, compatibile con un giovane francese ammalato di leucemia. Da Avis di Cento, Admo e Comune, un riconoscimento speciale a Pietro. E, per la Giornata Mondiale del Donatore, la consegna di attestati e distintivi a donatori benemeriti.

L’IMPEGNO


Presenti alla cerimonia, in piazza Disraeli, il presidente Giacomo Balboni col direttivo centese, il presidente Avis provinciale Davide Brugnati, l’assessore Beatrice Cremonini, e Maria Teresa Grappa (responsabile Admo Ferrara). «I nostri volontari – ha spiegato Brugnati – non donano solo sangue o plasma, ma anche tempo prezioso alla collettività. Da qui, il grande risultato di poter garantire l’autosufficienza di sangue e plasma a livello regionale, e farmaci salvavita a chi ne ha bisogno. La sede centese di Avis poi, è sempre in crescita. Serve l’aiuto di tutti. E durante l’estate c’è ancor più bisogno di sangue, riparte l’attività delle sale operatorie ed è costante la necessità dei talassemici».

Nel ringraziare la consigliera Irene Oppi (presente a Roma per la Giornata Mondiale del Donatore), Avis Cento ha presentato le attività nelle scuole superiori, accompagnando i giovani alla scoperta dell’importanza della donazione di sangue e di midollo osseo, unica terapia per guarire alcune malattie del sangue che colpiscono soprattutto bambini e giovani. Un gesto dal valore immenso. Un’attività di sensibilizzazione, quella di Avis nelle scuole (da oltre 20 anni) che dà frutti, visto che tanti giovani diventano donatori Avis, Admo e Aido.

LA SOLIDARIETA'

Una catena della solidarietà che non fa che moltiplicarsi. Il grazie più sentito è andato al giovanissimo Pietro Busi per il dono del midollo. «La probabilità di trovare un donatore compatibile – ha riferito Grappa – è 1 a 100mila. Ogni anno ci sono circa 2mila pazienti che hanno bisogno di trapianto di midollo. Il 20-25 % non lo trova e muore. Occorre iscriversi nel registro nazionale dei donatori di midollo osseo. A oggi sono 9mila i donatori iscritti nel Ferrarese. In 15 anni, effettuate 62 donazioni. Nel 2020, il record regionale con 9 donazioni. Quest’anno, una è già stata fatta, da Piero», una è in programma oggi e una «prenotata per il 4 luglio. Pietro ha avuto un grande privilegio. È una ricchezza infinita poter tener aperta la porta della vita a qualcuno che rischia di perderla. La donazione cambia la vita. Tutti noi, siamo piccole farmacie: il solo modo per garantire sangue o midollo a chi è ammalato di leucemia, è donarlo».

I PREMIATI

Poi i distintivi ai donatori di sangue, col playmaker della Benedetto XIV, Yankel Moreno. Distintivo in rame: Sara Balboni, Gionata Bertelli, Chiara Bisquoli, Michele Cristofori, Hajar Faid, Forlani, Bianca Meletti, Michele Novi, Gabriele Edoardo Rossi, Eleonora Tassinari, Azzurra Zorzan. Argento: Samira Chouri, Elena Cornacchini, Benedetto Mercadante, Christian Pezzin, Antonella Salerno, Davide Zanella. Argento dorato: Stefano Balboni, Elena Contini, Cristian Cristofori, Leonardo Cristofori, Irene Tasini, Luisa Tassinari. Oro: Pietro Albamonte, Massimiliano Cavallini, Graziano Cortesi, Vincenzo Fallavena, Federica Ghedini, Fabio Goretti, Brunetto Marchetti. Oro con rubino: Gianclaudio Benfenati, Alessandro Casoni, Ruggero Cecchini, Salvatore Cordella, Giuseppe Giorgio, Stefano Rabboni, Gabriele Tasini, Carmine Vetrone. Oro con smeraldo: Fabrizio Calura, Maurizio Carassai, e con diamante a Enrico Frassinelli, Mauro Saltari.—

Beatrice Barberini

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