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Omicidio Placati, i sub a caccia delle armi del delitto

Scandagliato il Cavo Napoleonico, nei pressi di Ospitale si cercano coltello e mazzetta. Ieri i sommozzatori dei carabinieri in azione col metal-detector

Bondeno, omicidio Placati: i carabinieri cercano l'arma

OSPITALE di BONDENO. A un centinaio di metri c’è la chiesa dove tutta Bondeno aveva dato l’addio a Rossella Placati, la donna uccisa – l’ipotesi d’accusa – nella sua casa di Bondeno, dal compagno Donato Saveri, la notte tra il 21 e il 22 febbraio scorso. Il santuario della Madonna della Pioppa non è lontano. Dal punto in cui Saveri avrebbe gettato coltello e oggetto contundente (una mazzetta si è sempre pensato o un martellina) nelle acque del Cavo Napoleonico, dal ponte che lo attraversa a Ospitale di Bondeno. Questo ipotizzano gli inquirenti, procura e carabinieri che hanno circoscritto la zona dopo una meticolosa ricostruzione degli spostamenti della notte del delitto, o meglio della mattina dopo le 6, dei movimenti che lo stesso Saveri aveva indicato agli inquirenti che poi lo hanno accusato e arrestato (è ancora in carcere, e si dice ancora del tutto estraneo all’omicidio).



Le celle dei telefoni

Da quei movimenti, dopo aver calcolato tempi di percorrenza e averli messi a confronto con tracce telefoniche e seguendo le celle che scattavano una dopo l’altra dal suo cellulare, gli inquirenti hanno circoscritto un punto in cui Saveri si sarebbe fermato più a lungo: forse, per gettare quelle armi con cui avrebbe ucciso la compagna con cui conviveva nella casa di Bondeno. Così a distanza di quattro mesi, ieri mattina è iniziata la ricerca delle armi del delitto. Sono arrivati da Genova i subacquei specializzati, che con metal detector hanno scandagliato la prima parte del Cavo Napoleonico a ridosso del ponticello e anche nella giornata di oggi continueranno il lavoro. Una lavoro non facile, vista l’acqua torbida, profondità 3/4 metri, tanto fango sul fondo. E soprattutto tanto materiale ferroso depositato nei decenni. Ecco allora, il metal detector guidato dal sub in acqua “bippare”, troppo spesso, registrando la presenza di metalli. Il sub in acqua scandaglia, i colleghi sul gommone controllano, e dopo avere gettato una corda con un’ancora, il sub la percorre lungo la sua lunghezza per controllare. Ogni volta quei “bip” che il sub ascolta con le cuffie, lo guidano, alla cieca, alla ricerca di qualcosa. Qualcosa viene trovato, tanta roba, anche un comodino di legno. La zona scandagliata dicevano è quella a ridosso del ponte, dove una persona potrebbe essersi fermata, gettando in acqua con un lancio di decine di metri gli oggetti: quel coltello e quel martello che hanno ucciso con colpi devastanti (vedi pagina a fianco la perizia medico-legale).

Come fin dal primo giorno dopo il delitto, però, gli inquirenti sono cauti: spiegano che anche questo è un esame che potrebbe dare maggiori indicazioni sul delitto. E anche un tentativo, però. Un esame che si va sommare ai tanti in corso: oltre la perizia medico-legale che verrà discussa questa mattina si attendono i risultati del del Ris dei rilievi all’interno della casa del delitto. Oggi in tribunale verrà discussa anche la perizia tecnica sui telefoni e sulle tracce informatiche nei computer: soprattutto i messaggi, che indicano che poche ore prima, la domenica prima del delitto Saveri era fuori controllo. Poi di notte... –

Daniele Predieri

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