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La maturità breve con un’ora di colloquio e risultati rapidi

Da oggi 2.770 sotto esame. Il Bachelet “rallenta”, solo quattro candidati al giorno. Urbinati (Vergani) e l’organizzazione spinta sul digitale

FERRARA. Non tutti insieme, come negli anni “normali”. Ma un po’ alla volta, giorno dopo giorno, da oggi – data di inizio – alla prima settimana di luglio, periodo stimato per la conclusione di tutti i colloqui.
La maturità 2021, così come quella di dodici mesi fa, chiude un percorso scolastico accidentato per i 2.770 studenti ferraresi (dei quali 37 esterni), ma forse proprio per questo il senso del passaggio all’età adulta e alla responsabilità, assume contorni ancora più netti.

«Da ragazzi e ragazze diventano uomini e donne», afferma il dirigente scolastico dell’Iss Vergani-Navarra Massimiliano Urbinati. Non più le prove scritte, ma un colloquio di 60 minuti incentrato in parte su un elaborato preparato dai candidati, in parte su una discussione multidisciplinare. «Abbiamo cercato di spostare il focus sulla persona, perché in questo periodo si rischia di passare dall’alunno alla burocrazia, e questo sarebbe molto pericoloso», prosegue Urbinati. Dunque l’esame «non sarà una prova asettica, ma l’occasione per ciascun ragazzo di fare capire chi è e chi vuole diventare nella vita».

Per questo «l’idea dell’elaborato è molto stimolante: induce i ragazzi a pensare, e a introdurre la scuola in una dimensione di realtà. Fa capire agli studenti come spendere quanto hanno acquisito durante il loro percorso scolastico». E a maggior ragione in un istituto tecnico professionale, da cui gli studenti escono «con un profilo che consente loro di entrare subito nel mondo del lavoro in ambito alberghiero, agricolo e ambientale. Abbiamo insistito molto su questi aspetti», va avanti Urbinati, ricordando tra l’altro come anche durante la pandemia (esclusi i periodi di zona rossa) siano proseguiti i percorsi scuola-lavoro. Dal punto di vista organizzativo, la macchina è già stata ampiamente rodata dagli innumerevoli stop-and-go di questa emergenza sanitaria: «Ormai siamo abituati, investendo molto sulla digitalizzazione dei materiali, anche in un’ottica di risparmio ambientale ed economico».

Gli studenti del Bachelet e l'esame di maturità: il racconto, i dubbi, le speranze



È comunque «un momento di grande sforzo organizzativo per le scuole», interviene Emilia Dimitri, dirigente dell’Iss Bachelet. La normativa prevede che ogni giorno non si possano esaminare più di cinque candidati, «ma ho preferito abbassare il numero a quattro, per lavorare con più serenità e provvedere con più scrupolo alle sanificazioni tra una prova e l’altra». Per i candidati c’è il conforto delle Commissioni interne, dove avranno di fronte sei volti conosciuti dei loro insegnanti, tranne il presidente esterno. E se l’anno scorso i loro “colleghi” erano rimasti più spiazzati dalla rimodulazione in corsa dell’esame di Stato, «quest’anno sono arrivati più pronti e preparati, e anche confortati dal passaparola dei loro compagni più grandi». Resta l’impegno di dover sostenere un colloquio di un’ora, ben più impegnativo non solo di un’interrogazione ma anche della normale prova orale della “vecchia” maturità.

Si prevede di concludere i colloqui tra la fine di giugno e la prima settimana di luglio, con tempi più snelli perché non c’è più la necessità di correggere gli scritti. E già si fa strada l’ipotesi che l’esame dell’emergenza diventi prassi per il futuro. Ne aveva accennato il ministro dell’Istruzione, il ferrarese Patrizio Bianchi, che proprio nella sua visita ufficiale in città, una dozzina di giorni fa, aveva detto di voler testare il gradimento degli studenti su questa formula, «e durante una recente visita a Genova ho riscontrato molto consenso tra i ragazzi». —

Alessandra Mura

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