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Caricento diventa Credem. Assemblea con tensioni

Fondazione e soci sono pronti a votare l’incorporazione dopo 162 anni di storia. Niente accordo contrattuale, i sindacati: penalizzati 350 addetti, pronte iniziative. 

CENTO. È in programma oggi (lunedì 21 giugno) alle 17 l’assemblea di Caricento che deve decidere la fusione con Credem, a partire contabilmente già dall’1 luglio e comunque operativa dal 24 luglio. Un’assemblea il cui esito appare scontato, visto l’accordo tra la Fondazione Caricento e i vertici della banca reggiana, ma che si svolge in un clima non proprio sereno a causa dell’opposizione di un gruppo di piccoli azionisti e soprattutto per la rottura del tavolo sindacale, con i rappresentanti dei 350 dipendenti di Caricento a lanciare accuse a Credem. In ogni caso si tratta di un passaggio storico in quanto sparisce dopo 162 anni un’altra banca del territorio, mentre i clienti si preparano ad una transizione che partirà dal nuovo Iban e i soci vedranno la conversione delle proprie azioni.

Nessun accordo


È di ieri la notizia che «la trattativa con Credem non ha portato ad un accordo - scrivono Fabi, First Cisl, Fisac Cgil e Unisin, le sigle sindacali di Caricento - La negoziazione sindacale era finalizzata, lo si ricordava, a scongiurare le dannose ricadute economiche per il personale Caricento nella fusione tra due banche. Nel rispetto di una prassi consolidata in questo genere di trattative abbiamo chiesto a Credem di mantenere ai lavoratori di Caricento le voci economiche in essere, peraltro risalenti agli accordi ex Acri degli anni ’80 e, per la previdenza complementare, al 2009. Alla richiesta è stato posto un fermo rifiuto da Credem e quindi, dalla data di fusione, non saranno più corrisposti. Questo per noi è inaccettabile». I rappresentanti dei lavoratori sottolineano che si fondono due banche sane, e che le voci economiche in trattativa incidono per lo 0,1% sui costi del personale del nuovo istituto: sono penalizzati i lavoratori centesi, «semplici spettatori di un disegno concepito sopra le loro teste e senza essere stati minimamente coinvolti», e che ora rischiano «di vedersi decurtata la retribuzione», mentre Credem dichiara 200 milioni di utili. I sindacati chiedono quindi «un immediato cambiamento di comportamento del gruppo» e annunciano per i prossimi giorni «le iniziative per tutelare le retribuzioni dei dipendenti Caricento, e ci aspettiamo il sostegno di tutte le istituzioni centesi, provinciali e regionali».

L’operazione

Oggi i soci saranno chiamati ad esprimersi, per via telemativa, su di uno schema di fusione reso noto da settimane. L’operazione comporta l’annullamento di tutte le azioni Caricento di nominali 5,16 euro e l’assegnazione agli azionisti di 0,64 azioni ordinarie Credem di 1 euro nominali per ogni azione annullata, senza conguagli in denaro. Le nuove azioni Credem deriveranno ad un aumento di capitale, al fixing di Borsa di venerdì valevano 5,150 euro: 3,296 euro il concambio.

I clienti sono stati informati via mail che la loro filiale diventerà automaticamente una filiale di Credem, e che Iban e Bic cambieranno in prossimità delle date della fusione. «Le variazioni non comporteranno modifiche peggiorative delle condizioni economiche precedentemente pattuite e attualmente in vigore» è la rassicurazione della banca. —

Stefano Ciervo

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