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Caricento, la storia finisce in Credem. Sì all’incorporazione a 0,64 di concambio

Effetti per i clienti dal 26 luglio, ci sarà un numero verde i problemi della transazione. Il nodo del marchio da valorizzare 

FERRARA. Via libera alla fusione tra Caricento e Credem, che è in realtà una incorporazione destinata a far scomparire dopo oltre 160 anni di storia la banca centese. L’operazione a lungo preparata è stata approvata ieri quasi in contemporanea dalle assemblee dei due istituti, ed avrà effetti in date differenti a seconda degli interlocutori: dall’1 luglio a fini fiscali, a partire dal 26 luglio invece per i correntisti, che dovranno adattarsi alle novità. «Nei prossimi giorni - c’è scritto nella nota al termine dell’assemblea - tutti i clienti di Caricento riceveranno una lettera di benvenuto nel gruppo Credem contenente, oltre alle nuove coordinate Iban, attive dal 26 luglio 2021, informazioni chiare e sintetiche relative ai trasferimenti dei prodotti e servizi posseduti». Ci sarà anche un numero verde per contattare il servizio clienti Credem, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 21, per problemi collegati appunto alla transazione.

LA FUSIONE

L’assemblea di Caricento non si è svolta in presenza e le informazioni diffuse ieri sera non entrano nel dettaglio del dibattito e delle votazioni. Bisogna annotare che l’unica forza associata da tempo critica nei confronti dell’operazione, i piccoli azionisti di Marco Mattarelli, ha ceduto le quote e quindi non era ammessa. Erano presenti per la cassa Giuseppe Pallotta, il presidente, e il direttore generale Ivan Damiano, i quali hanno evidenziato come il progetto di fusione, già approvato il 7 maggio dai due consigli di amministrazione, consentirà ad entrambe le banche «di beneficiare d’importanti sinergie grazie al forte radicamento territoriale della Cassa di risparmio di Cento ed all’ampia e competitiva gamma di servizi specialistici offerti dal Gruppo Credem». Annotazione fotocopia da parte di Lucio Iginio Zanon di Valgiurata, che ha presieduto l’assemblea della banca reggiana.

Il concambio di fusione, è il caso di ricordarlo, è stato fissato a 0,64 azioni di Credito emiliano per ogni azione Caricento, quindi il valore sul mercato delle quote in mano ai centesi dipende dall’andamento in borsa dei titoli Credem: ieri ha chiuso a 5,15 euro, stabile rispetto a venerdì.

LA NUOVA REALTA'

Caricento va a portare la propria struttura in un colosso da 6.288 dipendenti, 598 filiali suddivise in 19 regioni, 14 società specializzate in diversi settori. La rete centese è attualmente formata da 42 filiali e 5 Centri private e wealth management, prevalentemente distribuiti tra le province di Ferrara, Modena, Bologna e Ravenna. I clienti a fine 2020 erano oltre 71mila, con una raccolta diretta complessiva per 4,1 miliardi di euro ed impieghi alla clientela per 3 miliardi. Il persone viene indicato nel complesso in 408 unità.

Resta aperta la questione del marchio Caricento. Il suo radicamento sul territorio farebbe pensare ad un mantenimento anche in un’orizzonte più duraturo rispetto a quello dell’immediata post-fusione. C’è però da dire che Credem non si è impegnata, anche di recente, sul medio-lungo periodo, cioè dopo fine anno. C’è l’esempio di Cassa di Risparmio di Bologna in Intesa, a fare da apripista. —

Stefano Ciervo

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