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Ferrara, la mamma del bimbo morto: «Non mi sento di rispondere»

La donna ha chiesto, anche tramite il suo legale, il rinvio dell’interrogatorio. La Commissione Affidi non inserirà il caso tra i temi fissati per l’ultima riunione

FERRARA. Ha chiesto, anche tramite il suo avvocato, Alessio Lambertini, di poter essere interrogata tra qualche giorno perché al momento non si sente in grado di sostenere un colloquio con gli inquirenti. L’interrogatorio, convocato ieri alle 11.30 nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Cona, è stato rinviato a quando la mamma del bimbo di un anno trovato morto giovedì scorso in un’abitazione della periferia della città sarà in condizione di poter rilasciare una deposizione «genuina e affidabile», come ha precisato ieri il suo legale. Il magistrato, Lisa Busato, ne ha preso atto e il faccia a faccia si è concluso dopo una mezz’oretta, espletate le formalità di rito.

DATA SFUMATA


Sempre ieri, intanto, si è saputo che non sarà la Commissione Affidi ad occuparsi della vicenda. L’interesse politico e istituzionale mostrato nei giorni scorsi per un approfondimento, in particolare degli aspetti legati alla situazione di degrado ambientale segnalata dagli inquirenti dopo l’accesso nell’abitazione, sembra decisamente ridimensionato. La possibilità di un inserimento del tema nell’ordine del giorno dell’ultima riunione della commissione, fissata per il 25 giugno, è sfumata dopo che il presidente, Alcide Mosso, ha consultato componenti della maggioranza che hanno espresso dubbi sull’opportunità di affrontare la questione in questa fase, con un’inchiesta giudiziaria ancora ai primi passi e nessun riscontro ufficiale sulle circostanze del decesso.

Un atteggiamento che dopo i primi segnali di apertura sull’esigenza di un approfondimento immediato da compiere sull’attività svolta dai servizi sociali non è rimasto isolato anche tra chi, come il consigliere del M5s, Tommaso Mantovani, era propenso domenica scorsa – come Mosso -– ad avviare in tempi brevissimi un primo esame dell’operato dei servizi.

«Se il dibattito non si farà in Commissione Affidi si potrebbe convocare sul caso la Commissione Sanità e Politiche sociali (di cui Mantovani è presidente, ndr) che potrà riunirsi anche a luglio -– ha sintetizzato ieri il consigliere pentastellato – In effetti, però, se ci fosse qualche elemento certo sulle circostanze che hanno prodotto questo dolorosissimo e tragicissimo caso ciò potrebbe favorire un esame più efficace e completo della questione. Al momento, quindi, attendiamo che il quadro della vicenda si faccia più chiaro».

La storia di questa famiglia ha già assunto un’importanza che travalica il contesto prettamente giudiziario anche per il pregresso. Una tragedia marcata anche dal ferimento del padre dei bimbi da parte della compagna, 29enne, che nel 2019 l’aveva colpito con un coltello mentre dormiva. Lui ha quindi lasciato l’abitazione di famiglia, con la quale però non ha interrotto i rapporti (il suo legale, domenica scorsa, ha spiegato che andava periodicamente a far visita ai piccoli). Il peso che l’attività dei servizi sociali ha avuto in questo caso resta quindi anche da capire nei dettagli, mentre dall’amministrazione comunale, seppur sollecitate, non sono giunte prese di posizioni ufficiali. —

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