Medici e volontari Auser uniti per immunizzare la fascia 50-54

L’esperienza alla Casa della Salute di Copparo: contattate 800 persone «Abbiamo lavorato per 90 ore facendo oltre duemila telefonate» 

l’iniziativa

Seguendo le indicazioni della Regione, la sanità locale dell’area del copparese si è mobilitata assieme al volontariato per consentire la vaccinazione della classe di età 50-54 anni. Ne abbiamo parlato con il responsabile del nucleo di cure primarie e dei medici di medicina generale del territorio, Franco Miola. «Abbiamo seguito le indicazioni della Regione e abbiamo realizzato il primo giro di vaccinazioni antiCovid per i cittadini dai 50 ai 54 anni. Il richiamo lo proporremo tra il 12 e il 20 luglio. Abbiamo realizzato questa vaccinazione con il fondamentale aiuto degli infermieri e dei volontari di Auser. In pratica, attraverso gli elenchi a disposizione dei Medici di Medicina generale abbiamo contattato i cittadini, poi li abbiamo vaccinati nei locali del Centro Prelievi della Casa Della Salute, sfruttando gli orari lasciati a disposizione dai prelievi e dalle altre vaccinazioni programmate, senza fermarci neanche la domenica. Con le liste costruite tramite il portale dedicato abbiamo preparato gli elenchi delle persone da contattare. I bravissimi volontari di Auser, quattro, hanno lavorato per oltre 90 ore complessive al telefono, chiamando i cittadini». «Non è stato un lavoro breve – conferma Catia Zucchini, presidente di Auser Copparo e tra i volontari impegnati in questa operazione – perché in qualche caso bastava una telefonata, in altri casi ne servivano molte di più. Alla fine, abbiamo lavorato oltre novanta ore, nel complesso, per un totale di più di duemila telefonate in otto giorni. Abbiamo lavorato per conto dei medici che dovevano gestire le vaccinazioni e abbiamo contattato all’incirca 800 persone, confermando le loro adesioni e calendarizzando. E spesso dando le informazioni di cui disponevamo e sciogliendo i dubbi di persone informate ma che volevano chiarimenti sui tempi e sui modi, è stato lungo e difficile, ma ci siamo riusciti».


«Il lavoro è finito– conclude Miola– ma con le esperienze e con l’organizzazione sperimentate siamo nelle condizioni, se verrà richiesto da parte dalla Regione o da chi segue le vaccinazioni, di ripetere in maniera efficace questa operazione». —

Alessandro Bassi

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