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Coccanile è in lutto per l’amico Renato: una vita per il calcio nonostante la malattia

Il 57enne Govoni smise di giocare presto per i primi sintomi, poi allenò decine di ragazzini. Lascia moglie e due figlie 

il dolore

Davide Bonesi


“Una persona bellissima”. È questo il commento ripetuto più volte sui social alla notizia della morte di Renato Govoni, 57enne copparese deceduto all’alba di ieri all’ospedale di Cotignola. Una vita segnata dalla malattia quella di Govoni, ma a cui ha sempre risposto con il sorriso e tanta voglia di vivere, per sé, per la propria famiglia e per la comunità a cui era legato.

L’amore per il calcio

Renato Govoni era originario della piccola frazione di Cesta, dove vivono tuttora i genitori. Poi una volta sposatosi con l’amata Sabrina è andato a vivere poco più in là a Coccanile, dove tuttora abitava con la moglie e le figlie Sofia e Camilla. Il papà “Nano”, dipendente dell’azienda del metano, è sempre stato attivo nelle associazioni e il figlio Renato non poteva essere da meno. Ma con una passione aggiuntiva in più, il calcio. Lui difensore di stazza non perdeva una partita, finché negli anni ’90 durante una sfida Formignana-Gavellese ecco l’incidente e Govoni che sviene, apparentemente senza motivo. Dagli accertamenti ecco scoperta la malattia, lo stop al calcio giocato, anni di controlli e terapie ma anche una vita sì breve, ma lunga considerato il problema con cui doveva convivere. E il calcio non lo ha lasciato, sempre allenando nel settore giovanile, prima in quello dello Sporting, nella vicina Ambrogio. Fu intervistato dalla Nuova Ferrara nell’agosto del 2001, a soli 38 anni si apprestava a iniziare l’undicesima stagione di allenatore, con nel curriculum tre campionati vinti (uno provinciale Giovanissimi) e tanti ottimi piazzamenti al torneo Mazza. Poi il passaggio alle giovanili del Tresigallo, progetto interrotto però nell’estate del 2003 perché la malattia gli rendeva sempre più complesso stare in un campo di calcio.

I SALUTI

Ma sono proprio stati i suoi ragazzi a scrivere ieri i messaggi più belli su Facebook.

Lo conosceva bene Ugo Selmi, politico locale originario proprio di Coccanile: «È sempre stato in prima fila per tutto. Ricordo in particolare gli anni belli della fiera in paese, non giocava già più ma fu capace di organizzare un bellissimo torneo di calcio con tutti i calciatori della zona».

Bello il ricordo di Diego Carrara, altro politico (ed ex calciatore) ora direttore di Acer, citando prima una frase di Pasolini nel 1963: «In quell’anno siamo nati io e Renato Govoni, e abbiamo giocato a calcio per anni, insieme o da avversari-amici, con la stessa passione che descrive Pasolini. Eri un gran difensore caro Renato e di testa, raramente, mi hai concesso qualcosa. Siamo stati compagni di scuola, ma il calcio ha consolidato, più di ogni altra cosa, la nostra amicizia. Ora che non ci sei più, mi tornano in mente, i nostri momenti sul prato verde della nostra gioventù. Che ti sia lieve la terra caro Renato».

I funerali dovrebbero essere celebrati sabato mattina. —

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