Contenuto riservato agli abbonati

Lido Volano. Il mare si mangia la spiaggia e gli ombrelloni spariscono

In piena stagione i titolari dei Bagni costretti a ridurre le zona d’ombreggio: «Una situazione molto pesante, qualcuno deve darci una mano e intervenire»

LIDO VOLANO. È scoppiata l’estate, ma anziché aggiungere file di ombrelloni, al Lido Volano i proprietari degli stabilimenti balneari sono costretti a toglierne. Il flusso incessante di alta marea, unito a giornate particolarmente ventilate ha dato origine a preoccupanti fenomeni di erosione, che stanno interessando i bagni del tratto più a sud del Lido Volano.

«Ho chiesto e sollecitato la Regione a portare sabbia, ma mi ha risposto picche – riferisce Davide Bottoni, titolare del Bagno Playground –; mi piacerebbe che qualche funzionario regionale o comunale venisse qui di persona, per vedere la situazione. Negli ultimi anni ho perso più di cento metri di spiaggia – aggiunge Bottoni. Ormai in questa situazione al Lido sono rimasti solo il mare e la pineta». Giornate a ripetizione di acqua alta hanno provocato la formazione di uno zoccolo, che l’altra sera ha raggiunto i 50 centimetri. L’arenile, aggredito dall’impeto del mare, si è drasticamente ridotto tra alcuni bagni che, come il Plauground e l’Isa, martedì scorso, in piena stagione, hanno dovuto correre ai ripari, eliminando le prime file di ombrelloni.


«Dall’inizio della stagione questa è la terza fila di ombrelloni che vado a togliere – aggiunge con rammarico Bottoni –; mi dispiacerebbe mandare via i clienti, dopo aver arretrato l’area di ombreggio dove, in passato, c’era un campo da beach tennis. Se teniamo conto che va pure rispettato il distanziamento tra ombrellone e ombrellone, si comprende quanto il nostro spazio di ombreggio si è ridimensionato».

Per recuperare file di ombrelloni, anche il Bagno Isa ha convertito campi da volley, calcetto e racchettoni in nuove aree di ombreggio.

«Fino a dieci anni fa avevo 13 campi in spiaggia – conclude il proprietario del Bagno Playground – e una tribuna da 200 posti. Facevo tornei internazionali di rachettoni. Ora non posso più organizzare nulla. Ho dovuto reinventarmi».

Paure e perplessità

La disperazione è palbabile anche al vicino Bagno Isa, dove la titolare, Daniela Barbagga lamenta la perdita di 35 metri di arenile dal mese di marzo scorso. «Non ho più campi da beach tennis – esclama l’operatrice turistica – e presto dovrò rinunciare pure al parco giochi dei bambini. Non è concepibile una situazione di questo genere. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ho tolto un’altra fila di ombrelloni. Si potrà continuare a lavorare così?». L’amaro sfogo di Daniela Barbagga è accompagnato dal duro lavoro e dai sacrifici che puntualmente, ogni giorno all’alba, la famiglia compie, per risistemare la spiaggia, cercando di recuperare sedimenti sabbiosi, ormai zuppi d’acqua, perché divorati dal mare durante la notte.

«Nelle ultime settimane abbiamo perfino aggiunto sacchi di sabbia – conclude la donna –, quelli antialluvione, ma il mare continua ad avanzare e a mangiare la nostra spiaggia e quando c’è vento forte, come è avvenuto negli ultimi giorni, la situazione peggiora». Gli operatori invocano un intervento urgente delle istituzioni, per salvare la stagione, dopo un lungo periodo di difficoltà ed incertezze legate alla pandemia. E non è certo la prima volta che gli operatori balneari di Lido Volano si trovano ad affrontare situazioni del genere in piena stagione: «Qualcosa va fatto, ce lo avevano promesso più e più volte». —

Katia Romagnoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA