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Perde le cause ma non paga le spese legali, tocca al Comune

L'ente attende da due anni il rimborso per le spese legali sostenute in un contenzioso

BONDENO. Il consiglio comunale di mercoledì sera ha approvato un debito fuori bilancio, che servirà come ristoro per i legali che hanno difeso il municipio nell’intricata matassa dei lavori in via Libertà. La vicenda risale al 2009, ma l’ente attende – dopo due gradi di giudizio che gli hanno dato ragione – di essere rimborsato delle spese legali (circa 22mila euro) da parte della ditta che lo citò in giudizio.

Ma cos’era successo esattamente? Nel 2009, alla ditta Icem strade e costruzioni Srl, che aveva all’epoca sede a Badia Polesine, venne affidato un incarico per la ristrutturazione di via Libertà, nel quartiere Santissimo. Il Comune, come si è appreso dal dirigente del settore finanziario, Maria Orlandini, «ha deliberato la risoluzione del contratto d’appalto, per grave inadempimento della ditta appaltatrice», fra opere non arrivate a compimento e ritardi assai vistosi. Da quel momento, la vicenda si è spostata nelle aule giudiziarie.


IN CROAZIA

La società Abbazia Srl, cessionaria del ramo di azienda della ditta Icem, citò in giudizio il Comune di Bondeno, davanti al tribunale di Ferrara, perdendo però la causa nella quale intervenne anche la ditta Icem. Dopo due gradi di giudizio, com’è stato avvertito il consiglio, al Comune di Bondeno dovrebbero essere corrisposte le spese legali, ma dal 2019 si sono riscontrate varie difficoltà, a causa del trasferimento della sede della vecchia ditta Icem in Croazia, con una lunga trafila di raccomandate non giunte a destinazione e lungaggini.

Per poter onorare l’impegno economico nei confronti dei legali che difesero in giudizio il Comune, «si è reso necessario riconoscere un debito fuori bilancio – ha detto l’amministrazione – a carico delle casse municipali, per 20mila euro, che provengono da avanzo accantonato, e che serviranno da ristoro per i legali che difesero l’ente locale».

Il consiglio comunale ha approvato il provvedimento a maggioranza, con cinque voti contrari. —

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