Arquà: arriva la surroga non senza tensioni

A Ferrara consiglio comunale movimentato. M5s vota contro, la minoranza abbandona la seduta

FERRARA. Speravano di poter chiudere la parabola “consiliare” di Rossella Arquà con un voto unitario, se non unanime. Maggioranza e opposizione riunite per sostituire una consigliera “rea confessa” di aver inviato lettere minatorie al vicesindaco, che milita nello stesso partito, la Lega, di cui lei non fa più parte. Ma la delibera di surroga della consigliera alla fine l’ha votata solo la maggioranza: Lega, Ferrara Cambia, Forza Italia, Fratelli d’Italia. Il M5s ha votato no. Pd, Gente a Modo, Azione civica e Gruppo Misto (nel quale milita l’ex leghista Anna Ferraresi) hanno abbandonato il Consiglio.

Alle 17, dopo una riunione molto tesa, interrotta per una decina di minuti dopo un diverbio dai toni stizziti fra il presidente del Gruppo Pd, Francesco Colaiacovo, e il presidente del Consiglio comunale, il leghista Lorenzo Montanari, è stato proclamato l’ingresso in Consiglio di Stefano Franchini, 77 anni, insegnante in pensione, iscritto alla Lega da quasi 30 anni. L’opposizione ha motivato la sua scelta evidenziando i rischi di illegittimità dell’atto di surroga, Mantovani (M5s) ha motivato il suo no nello stesso modo.

La segretaria comunale, Ornella Cavallari, ha spiegato di aver condotto un’approfondita ricerca su sentenze e pronunciamenti degli organi giudiziari e di non aver trovato motivi validi per non procedere alla sostituzione del consigliere; ha sottolineato di aver interpellato anche il prefetto, ha rilevato l’irregolarità dell’atto con cui sono state raccolte le dimissioni (all’esterno del Palazzo municipale, su un cassonetto dei rifiuti) ma ha aggiunto che questo particolare non ha una rilevanza tale da inficiare la legittimità della surroga.

Silenziata l’ormai ex consigliera Arquà che ha chiesto di poter partecipare alla riunione del Consiglio in apertura di seduta. “Non mi fanno collegare al consiglio comunale, mi hanno bloccato – ha dichiarato sulla sua pagina Facebook - Ecco cosa avrei voluto dire oggi. Responsabilità civili e penali di quanto successo le deciderà la magistratura e spero di essere convocata il più presto per chiarire come si sono svolte le cose ma qui non siamo in tribunale ma in consiglio comunale. Come già sapete visto che tramite il mio difensore ho fatto avere a tutti voi la diffida di procedere alla surroga. Il giorno in cui il presidente del consiglio comunale, 11/6/2021, mi ha contattato e raggiunto in prossimità delle Poste centrali, erano passate circa 12 ore dalla scoperta di essere indagata. Non ero per niente lucida, anzi ero spaventata perché avevo iniziato a capire che in questi anni mi ero fidata di certe persone in modo cieco e ingenuo. La mattina successiva alla perquisizione che tutti i dirigenti della Lega già conoscevano ho subìto forti pressioni in primis da Davide Bergamini segretario provinciale della Lega, il quale non solo mi ha intimato di dimettermi da tutti gli incarichi della Lega ma anche da consigliere comunale. Poco dopo venivo contattata dal presidente del Consiglio comunale che mi chiedeva di andare in Comune per le dimissioni. Io rifiutavo di andare in Comune e lui mi ha raggiunto per strada e mi faceva firmare un foglio già predisposto. Ritengo dunque che tale comportamento sia illegittimo perché si è approfittato della mia condizione di forte confusione e debolezza. La mia scelta è stata tutt'altro che libera, indipendente e ponderata, e quindi ritengo che io abbia tutto il diritto di mantenere la mia carica di consigliere comunale. Grazie a tutti"