Battisti in isolamento a Ferrara Il sindacato chiede più agenti

L’ex terrorista trasferito sabato nel reparto di alta sicurezza dell’Arginone. Durante (Sappe): dopo gli anarchici con il nuovo arrivo c’è bisogno di personale. C'è anche un'interrogazione parlamentare

FERRARA. Dopo essere stato per anni uno dei latitanti italiani più ricercati all’estero e richiesti per l’estradizione in Italia, l’ex terrosita  Cesare Battisti si trova da sabato recluso nel carcere di Ferrara dove deve scontare la pena dell’ergastolo. Proveniente dal carcere di Rossano in Calabria, dove aveva iniziato uno sciopero della fame per chiedere di essere messo in condizioni di detenzioni normali, Battisti è stato così accontentato nella sua richiesta di cambiare carcere.

Nella giornata di venerdì insieme al suo avvocato aveva avuto in cella anche la visita di una deputata del Pd, visita che serviva a verificare le condizioni in cui si trovava l’ex terrorista. Quella può essere stata la chiave di volta del suo trasferimento nel carcere di via Arginone. Nel frattempo a Ferrara, secondo le norme covid, dovrà osservare un periodo di isolamento e sarà detenuto nel reparto di alta sicurezza. Sulla situazione della sicurezza nel carcere dell’Arginone interviene il segretario generale aggiunto del sindacato Sappe, Giovanni Battista Durante.


«A questo punto - dichiara Durante - con l’arrivo di un altro detenuto “eccellente” come Battisti, occorrerà rafforzare il personale della polizia penitenziaria nel carcere di Ferrara. Già ci sono problemi per la presenza di anarchici, con al gestione dei presidi, ora anche con l’arrivo di Battisti i rinforzi tra gli agenti della polizia penitenziaria sono inevitabili».

Sul trasferimento di Battisti a Ferrara c’è un’interrogazione parlamentare di Maurizio Gasparri di Forza Italia.

Nato a Cisterna di Latina, 66 anni, Cesare Battisti negli anni ’70 è entrato in una formazione terroristica di sinistra: i Pac. La sentenza della condanna all’ergastolo è legata all’esecuzione di quattro omicidi avvenuti tra il 1978 e il 1979 (Santoro, Campagna, Torregiani e Sabbadin). —

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