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Stabilimenti e ristoranti, una domenica con il tutto esaurito 

I Lidi di Comacchio pieni di turisti e villeggianti: l'estate parte col botto. Serve più attenzione alla qualità. C’è chi punta in alto e che si adagia e “sfrutta” il momento favorevole

LIDI. È stata la prima, vera, domenica d’estate ai Lidi di Comacchio. La gente è arrivata dalle città al mattino molto presto, sperando di poter piazzare l’ombrellone “vista mare” sulla spiaggia libera o di trovare un posto nei Bagni almeno in terza fila, visto che le altre sono ormai prenotate da settimane.

Un tutto esaurito ma senza la spaventosa ressa tipica dei giorni di festa, con una leggera brezza che ha smorzato in qualche modo l’afa insopportabile dei giorni scorsi. Difficile trovare appartamenti liberi, quasi impossibile prenotare tavoli “last minute” nei ristoranti ed anche per parcheggiare ci si deve armare di santa pazienza. Ma ormai anche questo fa parte del gioco e la nenia “piuttosto che andare ai Lidi di domenica resto casa” viene puntualmente smentita dai fatti: a mollo alla fine si sta sempre bene e in particolar modo chi ha bambini al mare non rinuncia. Ci si deve organizzare, cercare di prenotare e calcolare bene gli orari per non vedersi costretti a girare per trovare dove l’asciare l’auto ma alla fine l’odore delle creme solari e del fritto di pesce in un modo o nell’altro anestetizza e tranquillizza gli animi.


Il rilancio. L’emergenza legata al Covid e la conseguente impossibilità di andare via per le vacanze ha dato una nuova vita ai Lidi di Comacchio. Il numero di turisti, villeggianti e vacanzieri “giornalieri” è aumentato in maniera esponenziale e in tanti hanno (ri)scoperto il nostro litorale. È però altrettanto vero che forse qualche sforzo in più da parte degli operatori, dei gestori dei Bagni e di chi affitta gli appartamenti potrebbe regalare quel salto di qualità che si attende da anni e che adesso vede un bel trampolino da sfruttare.

Accanto a chi ha voglia di investire proponendo stabilimenti perfetti nella pulizia e nella qualità, c’è chi sa che “tanto arriveranno comunque” e, tanto per fare un esempio, propone nell’angolo bambini giochi di plastica scolorita e malconcia, come anche lettini e ombrelloni che scricchiolano ad ogni movimento.

Le contraddizioni. I ristoranti “storici” mantengono le tempo la qualità e i prezzi, coccolando così la clientela che arriva dalle città solo per mangiare. Ma purtroppo c’è anche chi si improvvisa o pensa di poter fare il furbo, servendo tre piatti di spaghetti alle vongole e presentando un conto che sfiora i novanta euro. E le contraddizioni dei nostri Lidi si vedono anche entrando in splendidi attici arredati alla perfezione , come in appartamenti con mobili buttati dentro alla meno peggio e con ventilatori a soffitto con le pale rotte pronti ad accogliere persone che nelle loro case di città hanno tutte le comodità. E che durante la vacanze pagano invece cifre alte (alle volte molto alte) per soffocare al quinto piano di un palazzo senza ascensore.

Per il resto la storia è sempre la stessa di tutte le località turistiche del mondo: c’è chi vuole silenzio e chi invece cerca la movida, chi odia i vicini di ombrellone troppo chiassosi e chi invece cerca stabilimenti balneari con la musica ad alto volume fin dalle prime ore del mattino.

Soprattutto nei Lidi Estensi e Spina è già iniziata la lotta tra chi vuole dormire e chi invece non va aletto prima dell’alba, mettendo così in difficoltà i gestori dei locali che invece cercano di far rispettare orari e distanziamenti ancora obbligatori. Va meglio nei Lidi nord, dove in questo periodo villeggiano soprattutto nonni con bambini anche se, e come potrebbe essere altrimenti, le lamentele non mancano perché “alla fine non c’è niente”.

L’estate è, da sempre, la stagione più attesa ed anche più criticata. Quella in cui nessuno è mai contento ma tutti poi alla fine sorridono davanti al mare. Certamente qualche aiuola ben tenuta in più e qualche sacchetto di spazzatura in giro in meno potrebbe già dare l’immagine che i Lidi, tutto sommato, si meritano. —

Annarita Bova

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