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Ferrara, da un mese senza gas l’odissea di una 80enne: «Non riesco a vivere»

Non può lavarsi perché l’acqua è fredda e non può cucinare. Ora chiede l’intervento di Hera per sbloccare la situazione

FERRARA. La denuncia è di quelle dirette, senza ipocrisie: «Scriva pure il mio nome e cognome: di vivere così non ne posso più». Giuliana Vincenzi è una donna di 80 anni piena di energie. Da più di un mese (esattamente dal 25 maggio) ha le chiavi dell’appartamento che Acer le ha assegnato. Peccato che in questa casa manchi ancora l’allacciamento del gas: il conto è presto fatto.

Niente bagno, niente doccia, niente cucina. Una casa, certo, ma che per Giuliana rischia di trasformarsi in un incubo. «Posso dire che è già un incubo – dice lei – da quel 25 maggio, malgrado io abbia bussato a tutte le porte, ancora non ho risolto nulla. Ancora sono senza gas». Una situazione insostenibile che Giuliana sintetizza in poche, emblematiche parole: «Pensi che per fare una doccia devo andare a casa delle mie figlie, una abita a Ravalle l’altra a Casaglia. Per poter mangiare qualcosa in casa sono costretta a comprare scatolame. Tra l’altro – racconta ancora Giuliana – mi sono comperata anche un fornelletto da campeggio con cui faccio quello che posso. Ma certo così non posso andare avanti».

Giuliana non vuole sparare nel mucchio e addossare le colpe sempre ai soliti: «Sono una persona perbene e vorrei che tutti lo fossero. Ho cercato di mettermi più volte in contatto con il gestore Hera, ma sto ancora attendendo una risposta. Intanto, però, la mia vita diventa sempre più difficile». Giuliana racconta di aver bussato anche alla porta del Comune: «Certo – spiega ancora – grazie ad amici comuni sono riuscita a mettermi in contatto con l’assessore Cristina Coletti che mi ha risposto subito al telefono. Devo dire che è stata gentilissima, ha promesso di interessarsi. Vedremo. Però è stata l’unica persona a darmi per ora un aiuto concreto».


A 80 anni, sebbene portati con disinvoltura e una certa leggerezza, il pensiero di Giuliana, e anche qualche preoccupazione, rischiano ora di agire su di lei in maniera negativa: «Io non chiedo privilegi né tanto meno scorciatoie – conclude – ma soltanto che qualcuno dei responsabili si faccia avanti per aiutarmi a vivere dignitosamente in questa casa che Acer mi ha dato». —

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