Ferrara, maltratta la compagna, riceve un ammonimento

Nell'abitazione interviene la polizia, l'uomo accetta di uscire di casa. Il questore Capocasa: l’impennata di violenza non si arresta, tante, troppe donne continuano a subire maltrattamenti

FERRARA. La misura dell’ammonimento  pone ancora una volta, a distanza di pochi giorni, un qualificato freno preventivo agli atti di violenza domestica commessi nei confronti della vittima.

Gli agenti della polizia  intervengono in un'abitazione per una segnalazione di una donna percossa dal proprio compagno. Sul posto ad attendere gli operatori la donna di anni 30 in lacrime e il compagno di anni 63 visibilmente agitato. La vittima racconta di aver avuto una convivenza felice con il proprio compagno, ma da qualche anno il rapporto si sarebbe logorato a causa delle continue discussioni familiari e per futili motivi sino all’uso della violenza. Inizialmente solo aggressioni verbali, fino all’ultimo episodio, quando la donna è stata aggredita prima verbalmente, poi percossa con pugni al corpo e al viso, causandole lesioni all’emitorace e allo zigomo sinistro.

Il compagno, dopo essersi tranquillizzato, ha confermato l’episodio violento e di essere dispiaciuto per quanto accaduto dichiarando di aver perso il controllo di sé durante la discussione anche in ragione del loro rapporto sentimentale oramai compromesso. Dopo la sua identificazione l’uomo ha deciso di allontanarsi dall’abitazione. La donna ha inoltre aggiunto che un episodio analogo si era verificato alcuni mesi prima ma nella circostanza non aveva richiesto l’intervento della Polizia. Il questore Capocasa, dopo gli ultimi eventi lesivi, previa verifica dei fatti indicati, attraverso l’acquisizione dei necessari elementi informativi e delle dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti, ha disposto così la misura dell’ammonimento, il 25° dall’inizio dell’anno, uno ogni sette giorni. Con tale misura, viene intimato all’uomo di desistere da comportamenti e atti che possano mettere in pericolo l’incolumità o la sicurezza fisica o psicologica dei familiari, informandolo sulla fondamentale importanza del protocollo Zeus, (realizzato a Ferrara nel dicembre 2020 e adottato da altre 10 Questure ), che prevede un percorso trattamentale di recupero volontario degli uomini maltrattanti che può rivelarsi particolarmente prezioso per tutelare meglio le donne e interrompere una rischiosa escalation nonchè prevenire tante possibili forme di violenza di genere. Intervenire in tempo vuol dire arrestare quel circuito e spesso scongiurare conseguenze molto gravi.

Il questore Capocasa: «L’impennata di violenza non si arresta, tante, troppe donne continuano a subire maltrattamenti e a morire. Già nello scorso lockdown sono aumentate le violenze domestiche in quanto le donne rinchiuse in casa con i loro aguzzini avevano ancor più difficoltà nel chiedere aiuto. I numeri della violenza di genere, una donna ogni tre giorni è vittima di femminicidio, per sette donne su dieci ha il volto del marito, compagno e fidanzato, oltre 2.000 sono gli orfani di madre che non ci sono più, ci restituiscono l’immagine di una società che non riesce a liberare le donne dal loro inferno privato, reso ancora più livido dalla pandemia. Le armi del diritto, della legalità e della giustizia non riescono ad arginare un fenomeno che richiede un deciso cambiamento culturale, più forte dell’indifferenza, dell’intolleranza e dell’ignoranza, capace di restituire a ciascuna donna il diritto a essere pienamente libera, pienamente se stessa».