Siccità sotto controllo: «Ma per garantire l’acqua costi più cari del 25%»

Il punto con il presidente del Consorzio di Bonifica di Ferrara, Stefano Calderoni. È il periodo più critico: immettiamo 60mila litri al secondo per tenere i canali pieni

FERRARA.  La danza della pioggia non ha sortito gli effetti sperati e la siccità continua a creare problemi alla nostra agricoltura per la mancanza prolungata di precipitazioni. A garantire il sistema di irrigazione per fornire l’acqua vitale per le colture del territorio ci sta pensando il Consorzio di Bonifica la Pianura Ferrara, impegnato in questa fase in un prezioso lavoro di prelevamento dell’acqua, come conferma il presidente Stefano Calderoni.

60mila litri al secondo. «Attualmente - spiega Calderoni - i nostri impianti lavorano a pieno regime, in pratica spostiamo 60mila litri d’acqua al secondo nel sistema idrico con un aumento molto consistente dei costi elettrici per far fronte ad una situazione emergenziale che ormai sta diventando ordinaria. La situazione della grave siccità, non è dovuta solo all’assenza di piovosità nel mese di giugno, il vero elemento negativo è che mancano sostanzialmente le piogge nel primo semestre dell’anno. Non si riesce a rimpinguare la falda, per cui il tema dei cambiamenti climatici non va misurato sul dato puntuale ma va trascinato nel lungo periodo. Il fatto che la falda non venga rimpinguata a dovere determina un peggioramento dei terreni di dotazione idrica. Inoltre il grande caldo di giugno ha peggiorato la situazione, aumentando le evaporazioni, al punto che ora ci troviamo di fronte ad una domanda irrigua importante. È un periodo critico e abbiamo richieste anche nei prossimi giorni di luglio». Questa situazione ha fatto aumentare i costi energetici per il prelievo dell’acqua da un fiume Po sempre più basso. «Abbiamo calcolato - dichiara il presidente del consorzio - un aumento di spesa per l’energia elettrica del 25% e nel solo mese di giugno il conto ammonta a circa duecentomila euro in più per garantire l’acqua».


Situazione nei campi. Calderoni è anche presidente dell’associazione degli agricoltori Cia ed è un grande esperto di agricoltura. Motivo in più per conoscere la situazione attuale dai campi con l’arrivo di luglio, del caldo che persiste e della siccità in corso.

«Occorre in questa fase garantire acqua in particolari ad alcune colture - dichiara Calderoni - siamo nel periodo della fioritura del mais, si è seminata la soia, piante che bisogna sostenere con un rapporto idrico sufficiente. Anche il pomodoro, che ha un ciclo di raccolta da luglio a settembre e alberi da frutto hanno bisogno di molta acqua per lanciare e completare il ciclo produttivo. Per le orticole l’acqua è vitale anche per i vivai di fragole e nei prossimi giorni le prime semine per i raccolti autunnali di carote e radicchio. Per non parlare di cocomeri e meloni, che essendo prodotti composto per il 95% di acqua, hanno un fabbisogno idrico molto elevato».

Forniture idriche. La principale risorsa in mano al Consorzio di Bonifica per assicurare l’acqua nei canali di tutto il territorio e quindi anche ai terreni più distanti rimane il Po. Un fiume, che nonostante il livello di secca, ha beneficiato del rilascio di acqua dagli impianti idroelettrici dei grandi laghi alpini del nord e che ha permesso di rendere stabile il livello del fiume ed evitare di precipitare a quote per cui sarebbe difficile se non impossibile prelevare l’acqua.

« Diciamo che al momento - dice Calderoni - abbiamo ancora un metro e mezzo di livello d ’acqua di agio, sotto oggettivamente sarebbe impossibile prelevare. Le previsione meteo che abbiamo di fronte fanno intravede qualche spiraglio di piovosità, e soprattutto piogge su Alpi e Appennini che attraverso gli affluenti possono far rialzare il livello del fiume».

Proprio per questo motivo, secondo Calderoni, mai come in questi anni, arriva la conferma di come sia necessario investire sul Po, una risorsa idrica indispensabile per un segmento vitale come l’agricoltura. —