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Portomaggiore, boom iscrizioni all’asilo nido: ipotesi terza sezione

Arrivate al Comune una quarantina di domande, più del doppio rispetto al 2020 Minarelli: «Lavoriamo per aumentare i posti disponibili e soddisfare le famiglie»

PORTOMAGGIORE. Hanno bussato più bimbi del previsto per entrare all’asilo nido comunale in settembre a Portomaggiore. Una quarantina, come non se ne vedevano da anni. E già questa sarebbe una notizia, alla faccia del declino demografico. Tuttavia c’è un cruccio di rilievo: l’overbooking in raffronto ai posti a disposizione. Per il momento all’Olmo non c’è posto per tutti. Eppure l’amministrazione municipale sta lavorando con l’obiettivo di soddisfare le richieste dei genitori. Preoccupati, come comprensibile, di non saper dove e a chi affidare i propri pargoli. E tra le mamme e i papà che avevano già inoltrato la richiesta d’iscrizione.

IL PAPA'


«Assieme alla mia compagna – racconta Diego Pincelli, originario di Berra ma residente a Portomaggiore – abbiamo un bimbo di sette mesi, pronto per il nido. Pensavamo di iscriverlo a quello di via Giordano Bruno, ma purtroppo non c’è posto e siamo in lista d’attesa. Nella nostra condizione ci sono altre 23 famiglie, a quel che ne so, e c’è profondo rammarico». Tutti genitori ora in difficoltà, chi può prepara delle soluzioni alternative.

«Appunto, chi può farlo ed è fortunato – dice ancora papà Diego – pensa a iscrivere i propri figli altrove, agli asili privati. Ma vanno messi in conto spostamenti di qualche chilometro e disagi lavorativi. Altrimenti ci si affida ai nonni. Noi, se nulla dovesse cambiare, andremo al 99% a Monestirolo».

IL SINDACO

Al Comune la situazione è nota, quel che non si aspettava è questo boom di iscrizioni. «Ogni anno – spiega il sindaco Nicola Minarelli – abbiamo una media di 15 iscrizioni all’Olmo. Ora siamo arrivati a 40, un aumento anomalo e imprevedibile. Potrebbe essere il risultato di tre dinamiche: l’aumento delle nascite durante il lockdown; molti genitori che l’anno scorso avevano ritenuto di non mandare i figli al nido, tanto che notiamo diversi neo iscritti classe 2019; e poi conta la politica di incentivazione della Regione che ha abbassato i costi delle rette, portando nuove iscrizioni».

Da qualche anno l’asilo comunale conta due sezioni, sufficienti a dare risposta al 100% delle domande. Ora non è più così. «Stiamo approfondendo la vicenda – assicura Minarelli – e saremo in campo nel tentativo, già forse la prossima settimana, di offrire una soluzione. Apriremo una terza sezione? Vedremo, è una possibilità. Il costo non è certo ridotto, parliamo di circa 100mila euro. Ma le esigenze delle famiglie e il ruolo della scuola è fondamentale». —

Fabio Terminali

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