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La Reggia di Venaria abbraccia Cento e i suoi tesori d’arte

I restauratori firmano il patto per la ricerca con i Musei Civici. Si partirà con un progetto sulle opere giovanili del Guercino 

CENTO. Cento chiama Torino, e la risposta arriva. Niente di meno che dalla splendida residenza sabauda, tesoro d’arte e natura che è il settimo sito museale più visitato in Italia, patrimonio Unesco riconosciuto nel 1997. Vale a dire la Reggia di Venaria Reale, nel cui seno è nato nel 2005 in qualità di fondazione il Centro Conservazione e Restauro, che ha appena stretto un patto con i Musei Civici di Cento. Il tutto nel nome dell’arte e della ricerca, partendo anzitutto dal Guercino.

IL SOPRALLUOGO


La convenzione tra il Comune e quello che è a tutti gli effetti il terzo polo nazionale del restauro, dopo Roma e Firenze, ha una durata quinquennale ed è stata approvata pochi giorni fa dalla giuntaToselli. Al centro, appunto, la possibilità di collaborare, anzi “una stabile forma di cooperazione”, come recita testualmente la delibera, per la realizzazione di progetti orientati in linea generale allo studio, al recupero e alla valorizzazione dei beni culturali custoditi nei musei di Cento.

Un salto di qualità nella definizione dell’accordo è arrivato alla fine dello scorso febbraio, quando una delegazione della Fondazione Ccr è arrivata in città per una visita che ha toccato la Rocca e la Pinacoteca San Lorenzo. C’erano, per parte torinese, Michela Cardinali (direttrice dei laboratori di restauro alla Venaria), Daniela Russo (responsabile progettazione e restauri), Marco Nervo (responsabile area servizi e sistema di gestione qualità) e Stefania De Blasi (responsabile della comunicazione e della documentazione). Dal sopralluogo è emersa la possibilità di dare concretezza all’idea di collaborazione.

IL PRIMO PASSO

C’è già un impianto di lavoro da sviluppare: la condivisione del progetto intitolato “The young Guercino: 1 su Cento”, che verterà in particolare sull’analisi e sullo studio della tecnica esecutiva e della storia conservativa del più ampio patrimonio di dipinti murali staccati attribuiti alla produzione artistica giovanile di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, di proprietà dei Musei Civici di Cento e proveniente dalle principali case del patriziato centese di inizio XVII secolo. —

Fabio Terminali

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