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Coronella, Credem chiuderà lo sportello: scatta la protesta

La Caricento a Coronella

Amarezza tra gli abitaanti della frazione di Poggio Renatico. Stessa sorte era toccata l'anno scorso a San Carlo

CORONELLA. Era nell’aria da tempo e ora è ufficiale. Caricento chiude definitivamente lo sportello di Coronella, dal 26 luglio, giorno in cui a tutti gli effetti l’istituto di credito centese viene incorporato in Credem. La notizia ha creato sconcerto, amarezza e molta preoccupazione in tutta la comunità. Sulla spinta delle associazioni del territorio si sono subito avviate le prime iniziative di protesta e, a nome dei cittadini, è stato chiesto un incontro alla direzione centrale di Caricento e a quella di Credem.

CHIESTO UN INCONTRO

«Se ci concedono l’incontro – spiega Giulio Lodi – chiederemo che venga rivista questa decisione o che lo sportello rimanga operativo almeno un paio di giorni alla settimana. Basterebbe poter fare almeno le operazioni di cassa poi, per le consulenze o altro, potremmo anche accettare, seppur a malincuore, lo spostamento in un’altra filiale. Non sappiamo neppure se resterà operativo il bancomat. Per le operazioni bancarie i nostri cittadini dovranno spostarsi continuamente e questo comporta un disagio notevole per tutti e particolarmente per i più anziani. Non comprendiamo i motivi della chiusura perché le utenze c’erano, spesso si creavano anche code allo sportello, in quanto c’erano utenti che arrivavano anche da Madonna Boschi, Borgo Scoline e Fondoreno».

lettere ai clienti Nelle lettere inviate ai clienti da Credem viene comunicato che tutti i conti correnti verranno girati, senza aggravio di spese, sulla filiale di Poggio Renatico.

Non tutti sono d’accordo e minacciano di spostare i loro depositi altrove. «Purtroppo – dice Andrea Carletti – oltre ai disagi degli spostamenti la chiusura dell’unico sportello bancario in paese comporta che verranno fortemente penalizzate anche le attività e ne risentirà pure il mercato immobiliare. Tanta gente, negli ultimi anni, ha preso casa Coronella perché zona tranquilla, vicina alla città e sulla strada diretta per Bologna. Mancando la banca il territorio diventa molto meno appetibile». «Una brutta storia – interviene Oriano Vaccari – che rischia di far morire il paese dove ci sono tanti anziani, coloro che risentiranno maggiormente della chiusura della banca perché hanno difficoltà negli spostamenti». L’istituto con base a Reggio Emilia, in pratica, sta seguendo l’esempio tracciato da Bper al momento dell’acquisizione di Carife: chiusura di filiali, specie nei paesi più piccoli, talvolta togliendo anche il bancomat. E, se si può, si mette in vendita l’immobile. —

Giuliano Barbieri