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Condannato a 8 anni per il “pizzo” sulla sabbia

Il caso del racket delle spiagge ai lidi di Comacchio. Stangata a Buzzi per il ricatto a imprenditori, 5 anni a Claudio Stella. Le minacce: «Pagate se non volete guai per lavorare»  

COMACCHIO. Due gli imputati, due le condanne, anzi due stangate. Per quello che ormai viene chiamato il “racket della sabbia”, delle spiagge, per i lavori di sistemazione nei Bagni dei Lidi Comacchiesi. Condanna per estorsione di 8 anni e 4 mesi (2. 000 euro di multa) a Natalino Buzzi, 64 anni, vecchia conoscenza di polizia e delle cronache per il suo passato da spacciatore, chiamato in causa nel ruolo di ricattatore.

I giudici oltre. Per lui la procura (pm Savino) a conclusione del processo aveva chiesto 7 anni, ma i giudici (Tassoni, Migliorelli e Martinelli) sono andati oltre, ravvisando in lui il ruolo di vero ras del racket della sabbia sui Lidi. Stangata, pur ridotta, anche al suo “braccio destro”, almeno in questi affari sporchi, Claudio Stella, 56 anni di Lagosanto: 5 anni la condanna (la richiesta era stata di 3 anni e 4 mesi).


Nella giornata di ieri si erano succedute anche le difese dei due imputati (gli avvocati Andrea Zamperlin e Massimo Bissi) che dopo la sentenza si dicono assolutamente sorpresi e delusi dalla sentenza e annunciano ricorso in appello dopo la lettura delle motivazioni di condanna.

Non è deluso il legale di parte civile (Denis Lovison) che rappresentava le vittime dei ricatti di Buzzi e Stella, i fratelli Guido e Andrea Grigatti, titolari della ditta EcoTrasp: la ditta che aveva avuto l’appalto della sistemazione delle spiagge, ma che per continuare a lavorare in tranquillità – questo il nodo del processo – avevano dovuto pagare il pizzo. E con grandissimo coraggio avevano denunciato tutto, esponendosi: «Siamo molto soddisfatti per la sentenza, perché è la risposta netta del sistema giustizia ad un problema che i miei assistiti non hanno avuto dubbi a denunciare: un sistema giustizia che ha dato una risposta efficace, a dimostrazione che se persone per bene si espongono non vengono abbandonati. Ciò dovrebbe essere da monito ad altri, per pensare ad cambiamento, ognuno deve fare un piccolo passo, i Grigatti lo hanno fatto, il tribunale ne ha dato atto».

Tre anni fa il ricatto. Il fatto scoppiò nel maggio del 2018, nel periodo in cui erano già partiti i lavori di sistemazione della sabbia dei vari Bagni del litorale in vista della stagione che incalzava. Buzzi venne incastrato dai carabinieri, e arrestato mentre intascava la mazzetta che aveva imposto ricattando appunto Guido Grigatti. Prima della mazzetta, i Grigatti subirono però l’«azione punitiva», – contestata nel capo di imputazione – con tanto di danneggiamenti ai loro escavatori parcheggiati nei pressi del camping Florenz di Lido Scacchi, la notte tra il 24 e il 25 aprile 2018. Vennero rotti finestrini, ed era questo un messaggio più che esplicito che il racket voleva dare. Cui fece seguito il ricatto: «Se non vuoi guai, pagami la sicurezza, per 3. 000 euro al mese sei sicuro», disse Buzzi. La mazzetta che Buzzi intascò non arrivò a quella cifra, perché lui di fatto prese solo un anticipo di 500 euro: banconote che vennero segnate, e all’incontro per lo scambio, Buzzi trovò anche i carabinieri che lo arrestarono con le mani nella tangente. Poi le indagini, il processo, ieri le stangate-condanne.–

Daniele Predieri

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