Contenuto riservato agli abbonati

Lido Estensi, i pini del viale dividono la Lega. Tomasi: «Ma loro dov’erano?»

L’onorevole (e vicesindaco) non le manda a dire  ai suoi colleghi di partito. Savini replica: «Potremmo fare la stessa domanda»

LIDO ESTENSI. Nei giorni scorsi i tre consiglieri della Lega di Ferrara Savini, Caprini e Pignatti hanno chiesto l’intervento dell’onorevole Maura Tomasi (che è anche vicesindaco del Comune di Comacchio) sulla questione pini sul viale Carducci di Estensi: «Il piano deve essere rivisto», hanno sollecitato. E la Tomasi risponde, diretta come sempre: «Mi chiedo, dove erano questi solerti ambientalisti quando si voleva costruire un atomizzatore a Comacchio? Dove erano quando si volevano portare i fanghi inquinati allo zuccherificio di Comacchio – chiede l’onorevole della Lega –. Dove erano quando si è pensato al potenziamento dell’inceneritore Hera fino a 142mila tonnellate? E La fabbrica chimica della Kastamonu di Codigoro (produzione di resine e formaldeide, agente carcerogeno)? I pini ahimè sono pericolosi per l’incolumità pubblica, determinano il sollevamento della pavimentazione mettendo a rischio l’incolumità dei più deboli dei disabili e dei bambini! Ma forse queste persone hanno bisogno solo di visibilità». La reazione di Savini non tarda ad arrivare.

Botta e risposta. «La rabbiosa reazione al garbato invito formulato da me e dai miei colleghi di partito, mi sembra davvero fuori luogo. Dove eravamo? Noi eravamo qui a Ferrara a fare il nostro dovere di semplici consiglieri comunali, a batterci, per esempio, contro il progetto di cementificazione del Mof e del comparto sud della città, di cui ha parlato tutta la stampa. Malgrado l’integrità del centro storico della “Città patrimonio dell’umanità” fosse in pericolo, per cui anche un parlamentare ferrarese dall’alto del suo scranno avrebbe ben potuto fare intendere la sua voce, nessuno l’ha vista o sentita; né per questo io e i miei amici le abbiamo rimproverato alcunché». «Con la nostra nota abbiamo semplicemente inteso portare la voce dei tantissimi ferraresi che nei Lidi di Comacchio vivono. Dalle sue parole, comunque, si evince il suo pensiero: non le rimane, ora, che tentare di convincere i cittadini a considerare quell’operazione come un magnifico esempio di riqualificazione urbanistica». —


© RIPRODUZIONE RISERVATA