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È ritornato alla luce un patriarca da frutto: finalmente Guarda può coccolarsi il sorbo

L’albero nella golena del Po è uno dei più alti e vecchi della provincia. Domenica prima visita dopo la pulizia dell’area e poi un convegno 

GUARDA. Carlo Mantovani è un giorn-artista (come si definisce lui) di Concordia, Comune della Bassa Modenese. Fra le sue tante passioni ci sono le piante secolari, di cui è uno dei massimi esperti a livello regionale, tanto da aver realizzato grande parte delle schede de “I patriarchi da frutto dell’Emilia Romagna” (l’ultima edizione è uscita nel 2018), dove sono censite le piante più vecchie dell’intera regione, comprese quelle del Ferrarese. Mantovani ha anche scritto il volume “Le radici del gusto” (Edizioni del Loggione, aprile 2018), una guida turistica diversa dal solito, che unisce cibo e paesaggio. Ebbene, Mantovani fra le schede realizzate ha messo anche un sorbo presente a Guarda (alto ben 16 metri), tornato alla luce lo scorso anno su proposta dello stesso esperto modenese. E domenica è prevista una giornata dedicata a questo patriarca, fra i più alti e vecchi in tutto il territorio provinciale.

La pulizia. «Ero venuto a Guarda perché questa pianta era già stata censita - racconta Mantovani -, ma l’intrico della vegetazione era tale che non sono riuscito ad arrivare. Così ho contattato la Pro Loco in zona per spiegare la situazione, sottolineando come questo sorbo è un monumento arboreo a livello regionale e andrebbe valorizzato. Dopo neppure un mese la situazione era già stata risolta». Questo avveniva la scorsa estate, poi per una serie di motivi la cerimonia vera e propria è stata rinviata appunto a domenica 11 luglio quando il sorbo - comunque già raggiungibile - sarà sostanzialmente presentato alla gente.


Il ritrovo è alle 9.30 alla chiesa di Guarda, dove a poca distanza c’è questo albero maestoso, con l’iniziativa denominata “Sorbo Edulis: il grande vecchio amico ritrovato”, «una quanto mai leggendaria pianta secolare che risiede nella golena del Po a Guarda e ritrovata circa un anno fa dai volontari della Pro Loco Terre Bacchelliane, guidati dal presidente Carlo Maranini, grazie anche all’insistenza di Carlo Mantovani, gran conoscitore e “collezionista” di piante storiche», dicono dalla Pro Loco.

Dopo la visita al sorbo, seguirà quella al Museo della civiltà contadina per l’incontro con i seguenti relatori: dottoressa Carla Corazza sul tema “Natura 2000, una rete europea per la tutela della biodiversità”; agronomo Giovanni Morelli, “Caratteristiche e storia dell’albero patriarca da frutto Sorbo Edulis”; dottor Mantovani: “lezione di “paesaggezza”.

Inoltre, si potrà visitare la mostra fotografica degli espositori Anna Maria Mantovani e Maurizio Tieghi, con intrattenimento musicale di Walter Sigolo alla fisarmonica ed Enrico Buso alla chitarra. L’incontro è patrocinato da Comune di Riva del Po, Museo di storia naturale di Ferrara, Associazione naturalisti ferraresi e Garden Club.

Gli altri patriarchi. Per la cronaca, fra i patriarchi da frutto nel Ferrarese, spiccano il gelso di Bondeno (alto 17.8 metri, il più vecchio con oltre 200 anni di vita), quelli di Consandolo (15.3 metri), i due di Campotto (16. 5 e 17. 5 metri) e di Case Selvatiche, fino ad arrivare al gelso di Italba (16 metri). Vanno purtroppo tolti dall’elenco l’albicocco e il fico di Migliarino, che si trovavano in una villa in via Forti, divelti dalla forte tromba d’aria che colpì il territorio fiscagliese il 31 luglio 2017. —

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