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Ferrara, azioni Carife: rimborsi a passo di lumaca. Prescrizione vicina, reclami a Bper

Federconsum invita gli “azzerati” a scrivere alla Banca per avere a disposizione altri anni, e di ricorrere all’arbitro Consob

FERRARA. Il rimborso del 30% ai risparmiatori ex Carife sotto le soglie reddituali e patrimoniali di 35mila e 100mila euro è fermo al 52%, e procede con tempi «che definirli esasperanti è un eufemismo», dice Roberto Zapparoli (presidente Federconsumatori); da considerare poi gli «accertamenti in corso per chi ha dichiarato di essere sotto i 100mila: contrariamente a quanto era stato detto – fa presente l’avvocato Ermanno Rossi – non fanno controlli a campione ma a tappeto, quindi se per verificare che si è sotto i 35mila basta incrociare i dati con l’Agenzia delle entrate, più complicato è verificare l’altro requisito; gli altri, i’ “sopra soglia’’, «sono invece in coda e non si capisce bene se verranno rimborsati, come e quando».

Intanto il 22 novembre saranno passati sei anni dalla risoluzione di Carife, «ergo se i tempi per i rimborsi sono questi nel giro di altri quattro anni ci ritroveremo con la prescrizione di tutto quanto» è l’allarme di Federconsumatori, che da settembre tornerà inevitabilmente a confrontarsi con i risparmiatori.


Le mosse saranno due: «suggerire loro di inviare una lettera di reclamo a Bper, con la quale andremo a bloccare i termini per la prescrizione, per poter avere a disposizione altri anni e verificare l’evoluzione delle cose, per mettere in campo altre iniziative»; e, continua Zapparoli, il ricorso all’arbitro delle controversie finanziarie della Consob (Acf): per questo sarà necessario «un appuntamento con i consulenti per valutare le singole posizioni dei risparmiatori». Il perché della seconda mossa lo spiega l’avvocato Massimo Buja: «si tratta di un organismo che ha competenza specifica in materia di violazioni sulle regole dei servizi finanziari; inoltre la procedura è snella, le decisioni di questo organismo vengono emesse a distanza di qualche mese dall’avvio della domanda».

Valutate anche le decisioni favorevoli ai consumatori, su punti problematici, già emesse dall’organismo: «sulla legittimazione passiva per esempio l’Acf ritiene che per le banche risolte siano responsabili le nuove banche a differenza di un’interpretazione di alcuni Tribunali; in più – è sempre Buja a parlare – l’Acf si è espresso favorevolmente anche in merito alla questione dei titoli liquidi, quali proprio i titoli Carife, dicendo che potevano essere venduti soltanto offrendo al risparmiatore un certo ventaglio di informazioni.

Certo la decisione dell’Acf, nota l’avvocato, «non è vincolante per le banche e sappiamo che tante volte infatti le banche hanno disatteso queste decisioni, ma riteniamo che sia utile per certi risparmiatori portare avanti questo percorso perché intanto si crea un precedente utile, e poi abbiamo notizie che in alcuni Tribunali sono stati emessi dei decreti ingiuntivi nei confronti delle banche proprio sulla base del lodo dell’Acf». —

Giovanna Corrieri

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