Non solo nicchia Aumenta la richiesta dei frutti di bosco

Le aziende stanno allargando la produzione nel Ferrarese E c’è chi toglie frutteti di pere per coltivare more e lamponi

«In Emilia Romagna il totale della produzione destinata ai lamponi è di circa 37 ettari, quella del mirtillo 31 ettari mentre quella di more circa 33; decisamente non molti per questi piccoli frutti dalle indiscusse proprietà nutraceutiche».

Lo sottolinea Confagricoltura Ferrara, che prosegue: «L’interesse sia per la produzione che per il consumo di queste bacche è in costante crescita in Italia, anche se ancora lontano dai livelli di sviluppo e consumo del nord Europa. Ferrara conta una produzione di nicchia, che potrebbe diventare interessante per aziende agricole che vogliano ampliare la propria gamma di produzione».


Nelle campagne di Formignana l’azienda “Il Borgo dei frutti”, associata a Confagricoltura Ferrara, è stata fra le prime realtà a credere in questi piccoli frutti e a metterli a dimora: oltre 3.000 metri quadri fra serre e coltivazioni in pieno campo di lamponi, more, mirtilli. Il progetto nasce da Stefano Benazzi, che, grazie alle sue competenze agrotecniche, dopo aver effettuato studi per la fattibilità dell’impianto e sopralluoghi nelle zone più vocate e dopo ricerche e approfondimenti selezionando le diverse varietà per tipologia di prodotto, decide di partire con i primi impianti.

«Alcuni anni fa ho messo a dimora un impianto innovativo per le nostre zone, quello dei piccoli frutti. Una coltura complementare alle nostre produzioni frutticole con buone soddisfazioni economiche, ma da seguire con la massima attenzione. Tutti i miei clienti sono della zona, così riesco a consegnare immediatamente i prodotti che sono, tra l’altro molto delicati e devono essere raccolti al momento giusto per mantenerne integro il profumo, il gusto, la fragranza e la freschezza. Abbiamo iniziato col raccogliere il lampone, prima produzione sotto copertura che nulla aveva sofferto delle gelate di aprile, oggi siamo anche a metà raccolto con le more, mentre abbiamo appena cominciato con i mirtilli e ne avremo fino ai primi di agosto. Il mirtillo è meno delicato e viene raccolto due volte alla settimana, il lampone invece va staccato tutti i giorni, mentre la mora ogni due/tre giorni, selezionando solo frutti con un giusto grado di maturazione. Alla luce dei continui riscontri positivi, anno dopo anno ne incrementiamo la produzione e proprio quest’anno abbiamo allargato l’offerta con la prima raccolta del ribes rosso, che si aggiunge così alle nostre proposte. Lo scorso anno abbiamo abbattuto una porzione di frutteto di pere Abate ormai diventato vecchio, ed ora il terreno è pronto per fare spazio alla nuova produzione dei nostri piccoli frutti. A volte addirittura non riesco ad assolvere a tutte le richieste che arrivano dai clienti abituali, gelaterie e ristoranti locali».

Alessandra Greco dell’agriturismo “Alla Casella” a Porotto, a pochi passi dalla città, nella sua azienda da 10 anni produce more varietà Jumbo.

«Le more – dice – come tutti i frutti di bosco, sono ricche di antocianine e flavonoidi, due sostanze antiossidanti che grazie alla loro azione aiutano a mantenere pulite le arterie. Oltre ad essere ricche di vitamina C e di vitamina A, sono piuttosto ricche di fibra e quindi contribuiscono al buon funzionamento dell’intestino. Il nostro prodotto fresco viene consumato in agriturismo per le colazioni, come benvenuto ai clienti e utilizzato per la preparazione di vasetti di more sciroppate, mentre il resto del prodotto viene congelato dopo aver subito il processo con l’abbattitore e, quando la quantità del raccolto arriva almeno a venti Kg, consegnato ad un laboratorio certificato che lo trasforma in succo e polpa di more e in confettura extra di more. Sostenibilità, caratteristiche organolettiche e freschezza, sono i punti di forza dei miei prodotti: elementi fondamentali che raccolgono il gradimento di persone attente al gusto, ma soprattutto alle tante qualità salutistiche. Abbiamo appena iniziato la raccolta di more e andremo avanti fino alla prima decade di agosto. Non faccio mercati, solitamente la vendita dei miei prodotti avviene grazie ai turisti presenti in agriturismo che ne apprezzano la qualità, ma a causa del lungo periodo di pandemia, e conseguente mancanza di turismo e delle grandi fiere, tutto si è quasi fermato». –

Andrea Tebaldi

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