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La candidata di Portomaggiore fa tremare l’alleanza Lega-FdI

Dura presa di posizione di Malaguti, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia: «Si vogliono imporre scelte di bandiera senza confronti e rispetto per gli alleati»

FERRARA. Che gli equilibri nel centrodestra siano delicati lo si era capito già da qualche tempo, non solo nel Ferrarese. Ma l’ultimo nome di candidato sindaco, l’avvocato Elisa Cavedagna per Portomaggiore, annuncio dato dalla segreteria comunale della Lega, non è stato ben gradito agli alleati di FdI. «Fratelli d’Italia fin dalla sua fondazione – dice il coordinatore provinciale Mauro Malaguti – ha sempre lavorato per l’unità del centrodestra, a livello nazionale come a livello locale. Abbiamo sempre sostenuto i candidati scelti dalla Lega per le elezioni comunali e abbiamo contribuito a vincere in molti Comuni importanti e meno importanti, da Ferrara a Comacchio, da Copparo a Bondeno, da Terre del Reno a Lagosanto… senza mai pretendere nulla se non pari dignità nella coalizione. Lo stesso stiamo facendo anche per la prossima tornata amministrativa, chiedendo soltanto che i candidati alla carica di sindaco siano il risultato di un confronto approfondito per individuare la figura migliore non solo per vincere ma anche per governare con competenza e serietà».

MANCATO CONFRONTO


«Per questo – continua – sono molto dispiaciuto che mentre stiamo facendo questo lavoro, la Lega abbia già comunicato di aver scelto in autonomia il candidato sindaco per Portomaggiore. Non è la prima volta che la Lega compie fughe in avanti come questa, nel tentativo di imporre un candidato di bandiera a prescindere dalla condivisione con gli alleati per forzarne le decisioni e metterli di fronte al fatto compiuto. In passato, per il bene dell’unità della coalizione, mai abbiamo portato il nostro disappunto per questo modo di procedere alle estreme conseguenze, ma credo sia giunto il momento di chiarire una volta per tutte che la Lega non è padrona della coalizione e, soprattutto, che Fratelli d’Italia è di certo alleato leale e collaborativo ma non è suddito di nessuno. Diktat del tipo prendere (quel che vuole la Lega) o lasciare sono per noi irricevibili e li rispediamo al mittente».

Malaguti non manca di lanciare una frecciata al sindaco di Ferrara, Alan Fabbri: «Aggiungo che se assumere tali atteggiamenti con alleati numericamente meno forti è comunque un segnale di mancanza di rispetto, perseverare nel farlo con un alleato che molti sondaggi attestano già come primo partito a livello nazionale è anche mancanza di intelligenza politica. Credo vi siano pochi altri esempi in tutta Italia dove un partito che vince in coalizione pretenda sindaco, vice e persino presidente del consiglio comunale, come avvenuto a Ferrara. E sarebbe troppo facile dire che se Fabbri avesse seguito il nostro consiglio, oggi l’amministrazione comunale avrebbe qualche problema di immagine in meno. Se ora la Lega vuole perdere a Portomaggiore e in qualche altro Comune, come ad Argenta, dove il candidato più stimato e capace (il compianto Cesare Gaiani; ndr) è stato rifiutato dalla Lega solo per avere una bandierina in più, stavolta temo dovrà farlo assumendosene tutte le responsabilità. Gli elettori devono sapere che con noi non funzionerà più il gioco di fare appelli di facciata all’unità della coalizione, mentre nella sostanza se ne minano le fondamenta con un atteggiamento padronale. Mi permetto di consigliare agli amici leghisti di ritirare la candidata e tornare a confrontarsi nel merito con l’atteggiamento che si confà tra alleati che, al di là della matematica, richiede rispetto e buon senso». —

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