Trovato dagli archeologi lo scheletro di un adulto. La Pieve racconta ancora

coccanile. Sempre più ricco il quadro che sta emergendo dallo scavo archeologico. Sono le ultime giornate di scavo nel sito dell’antica Pieve di San Venanzio, ma i ritrovamenti continuano e propongono sempre nuovi elementi di studio. È di lunedì pomeriggio il ritrovamento di una nuova sepoltura, le cui caratteristiche sono molto diverse di quelle della dozzina di tombe precedentemente individuate nel sito.

la scoperta


Pur sempre inserita nel contesto post distruzione della San Venanzio 1, databile intorno al X secolo, si connota per il fatto che la fossa è rivestita di laterizio ed è segnalata con un elemento lapideo di reimpiego. Lo scheletro è di un adulto e presenta una frattura del cranio non riconducibile al momento della morte, ma posteriore. Potrebbe forse rappresentare una figura di rilievo. Sono proseguiti in queste settimane anche gli approfondimenti sul muro di fondazione, che lascia ipotizzare la presenza di una San Venanzio 3, probabilmente una chiesa a tre navate disposta sempre con abside rivolta verso est. Sono emersi dieci corsi, ovvero strati di mattoni disposti secondo piani orizzontali, che testimoniano la robustezza della struttura.

gli scavi

Allo stato attuale non è stato ancora individuato l’oggetto dalle cui ricerche ha preso le mosse la campagna di scavo condotta da Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio e Gaf (Gruppo archeologico ferrarese) e sostenuto dal Comune di Copparo: l’angolo di chiusura della prima pieve, edificio a tre navate con abside poligonale di cui si vorrebbero così stabilire dimensioni e completo perimetro. Sinora dello spigolo nessuna traccia e il team guidato dall’archeologa Flavia Amato si sta spingendo più a sud, fino a dove lo consentirà la demarcazione dello sbancamento della strada che corre accanto al canale Naviglio, il cui alveo è stato teatro delle prime scoperte nel 2019.

Le ultime giornate, quindi, saranno cruciali per rispondere all’interrogativo di partenza. Al termine dello scavo si aprirà il lavoro di analisi dei reperti e di elaborazione di quello che sembra al momento un vero unicum: un luogo di culto “itinerante”, dalla pieve del V – VII secolo nel letto dell’attuale Naviglio. —

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