Contenuto riservato agli abbonati

Obiettivo mare senza barriere, l’appello: «Dobbiamo farcela»

Libera Comacchio propone al Comune di trovare una spiaggia accessibile a tutti «Anche i diversamente abili devono poter trascorrere ferie tranquille e serene»

PORTO GARIBALDI. Tutti hanno diritto ad andare in spiaggia e arrivare fino al mare. Dovrebbe essere scontato, ma così invece non è. La lista civica Libera Comacchio vuole sensibilizzare il più possibile la comunità e chiede maggiore attenzione da parte degli enti preposti affinché si possa trovare un luogo idoneo «lungo i nostri 25 km di costa per realizzare una struttura che dia la possibilità di accesso al mare a tutte le persone con difficoltà motorie», spiega il portavoce Vito Troiani.

La proposta. Una sorta di passerella/binario su cui fare scorrere una sedia che porti direttamente in acqua. «Riproponiamo quest’idea già condivisa diverse volte affinché qualcuno ci possa ascoltare e finalmente possa permettere a tutti di godere appieno del nostro mare - va avanti Troiani -. Conosciamo gli obblighi legati all’impossibilità di occupare la zona della battigia con strutture fisse per l’accesso di eventuali soccorsi in spiaggia, ma possibile che sia irrealizzabile? Ci sono diversi spazi riservati a spiaggia libera fra tutti i nostri sette Lidi, che potrebbero ospitare un progetto del genere».


Ed è sempre Troiani a dire che «abbiamo 25 km di costa a disposizione, cerchiamo di pensare a un futuro migliore per tutti, nessuno escluso. Oltre a dare un servizio in più sul nostro territorio, sicuramente potremmo diventare meta per un turismo alternativo di nicchia che oggi non trova facilmente un luogo confortevole dove passare le proprie vacanze in totale tranquillità».

Un progetto che ha già trovato esiti positivi in altre località turistiche «e che dovrebbe diventare realtà fin da subito anche da noi».

Senza barriere. In teoria, tutti gli stabilimenti balneari rispettano le norme sulle barriere architettoniche, ma non sempre l’accessibilità “per legge” è in grado di rispondere ai bisogni singoli delle persone. Per questo è nata la campagna “Un’estate al mare: cercasi spiagge accessibili a tutti”, che chiede l’aiuto di ognuno per segnalare gli stabilimenti balneari accessibili che conoscono. All’iniziativa, lanciata da Legambiente, Village For All, Turisti Per Caso e Mondo Balneare, possono contribuire anche gli imprenditori balneari, segnalando il loro stabilimento accessibile, affinché le persone possano conoscerlo e trovarlo che sia al mare, al lago o sul fiume.

Anche se lentamente il mondo del turismo sta ripartendo. Ma ci sono persone che in realtà questa situazione di “reclusione” la vivono da molto più tempo, indipendentemente dal Covid: stiamo parlando delle persone con disabilità che, troppo spesso, hanno difficoltà a trovare le informazioni su dove passare le loro vacanze in tranquillità come protagonisti attivi. Queste le ragioni del censimento sugli stabilimenti balneari accessibili che saranno indicati sul sito di Mondo Balneare. —

An.Bo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA