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Aumento di capitale dietro al crac Carife: «Niente bancarotta ma fu inganno»

Ferrara, ecco le motivazioni dei giudici d’appello: ora i pm valutano l’inchiesta sul dissesto  

FERRARA.  È la storia di un pezzo della Ferrara che non c’è più, crollato, demolito dal più grande crac che una banca ricordi nella nostra provincia. In 270 pagine i giudici della Corte d’appello ripercorrono la storia del crac Carife per l’aumento di capitale, confermando che è stato un grande inganno, ma che la bancarotta contestata dalla procura (pur rimodulata come reato in appello) per lo scambio di azioni tra Carife e banche amiche che parteciparono all’aumento di capitale, non è reato, almeno giuridicamente. Le motivazioni depositate sul processo d'appello sono pressoché la “fotocopia” come del resto la sentenza di condanna solo per Sergio Lenzi e Daniele Forin e le assoluzioni per gli altri 7 imputati, di quella di primo grado quando il tribunale sancì la prima verità giudiziaria sull’operazione di aumento capitale, 150 milioni raccolti nel 2011 in tutto il Ferrarese raschiando il barile del retail (risparmiatori, correntisti e piccoli azionisti) piuttosto che affidarsi ad altre banche, ben più solide: è questo il peccato originale confermato anche dai giudici d’appello, commesso da chi non volle perdere la “ferraresità” della banca: i grandi e piccoli gruppi di potere, bancario, economico e politico di allora.

Ora al di là dei tecnicismi della motivazione – a tratti incomprensibili per non addetti ai lavori – questa ha una importanza fondamentale per ciò che verrà: l’inchiesta sul dissesto Carife portata avanti dalla procura cittadina dal 2015. Perché con la conferma che l’aumento di capitale andò in porto con falsi in prospetto, aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza (Consob) ora si aprono gli scenari futuri per l’inchiesta madre: perché l’aumento di capitale era solo l’anticipo giudiziario. Ed ora i pm Cavallo e Longhi debbono valutare sulla base della bocciatura sonora del reato di bancarotta come proseguire l’inchiesta. Nei prossimi mesi la valutazione. —


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