I Buskers provano a farci “respirare” Meno fitti e nel verde di Parco Massari

Sede unica con accesso contingentato per applaudire dodici gruppi a sera. In mostra la lettera della regina Elisabetta

Sei giorni di musica da strada per celebrare l’auspicato ritorno alla (quasi) normalità, non in centro storico ma a Parco Massari per motivi di contenimento anti-Covid. È questa la cifra dell’edizione 2021 del Ferrara Buskers Festival, il più grande evento del mondo dedicato al musicista di strada nato nel 1987 dalla mente di Stefano Bottoni, ancora oggi direttore artistico della manifestazione, che è arrivato alla sua 35esima edizione ma continua a rispettare tutte le originali premesse di creare un ambiente dove gli artisti di strada possano incontrarsi, nel rispetto dell’ambiente e attirando pubblico in città.

L’edizione di quest’anno, ancora in forma non estesa, si terrà dal 25 al 29 agosto, con anteprima il 24 a Comacchio, e avrà come motto “Torniamo a Respirare”, un invito che sa di speranzadopo la pandemia. I buskers si esibiranno in un unico spazio a pochi metri dal centro ma immerso nel verde, appunto Parco Massari, che dalle 19 ospiterà tutte le attività artistiche collegate e rimarrà aperto sino alle 24, permettendo il contingentamento del pubblico ma anche la sua tradizionale atmosfera.


I concerti dei dodici gruppi musicali, dislocati nelle varie aree del parco, saranno fruibili in contemporanea e con un unico biglietto d’ingresso, acquistabile sul sito del festival, che costa 12,50 euro commissioni comprese.

L’idea dello spazio unico per questa edizione 2021 è della project manager Erika Sarson e consentirà di mangiare e bere grazie ai punti che saranno presenti nel parco, passeggiare nelle varie aree come il mercatino gestito dalla Cna, partecipare ai laboratori musicali tenuti dai buskers e i laboratori sul riciclo per bambini, e assistere ad ogni tipo di performance.

I concerti prevedono ogni sera l’esibizione fissa di undici buskers più uno, che ogni giorno cambierà, oltre alle esibizioni quotidiane non musicali, laboratori, il talk e le mostre al Padiglione d’arte contemporanea accanto al parco; lì verrà ospitata un’inedita rassegna fotografica e documentaristica del festival che aprirà i propri archivi e metterà in mostra cimeli d’epoca, come la lettera di ringraziamento ricevuta dalla regina Elisabetta II d’Inghilterra. Il 26 agosto inoltre ci sarà una performance di Stefano Bottoni e Moni Ovadia, un duetto che diventerà il tredicesimo gruppo della serata assieme al fisarmonicista rom Albert Florian Mihai.

Ultimo tema l’anima verde del Festival con il progetto BGgreen, in collaborazione con il gruppo Hera, partner del festival, dedicato alle api: verranno coinvolti gli Apicoltori estensi e realizzati dei laboratori didattici per gli alunni della scuola primaria Costa. La capienza sarà contingentata, e l’acquisto dei biglietti in prevendita è possibile su www.ferrarabuskers.com. —

Antonio J. Palermo

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