Sfratto immediato dalla casa pignorata? FdI: no, solo un errore

il caso

Il governo vuole obbligare i giudici delle esecuzioni a disporre «l’immediata liberazione dell’immobile pignorato» già all’udienza della vendita, facendo così un grosso favore alle banche ma rischiando di mettere in strada migliaia di famiglie? «Non con il nostro consenso» dice Alberto Balboni (FdI), vicepresidente della commissione giustizia del Senato, che disconosce l’emendamento in un primo momento presentato a sua firma: «È stato un errore degli uffici, appena me ne sono accorto ho ritirato l’emendamento e confermo che voteremo contro. Perché altri gruppi lo hanno fatto proprio...». A quanto si è appreso Forza Italia, per il momento.


L’emendamento al testo di riforma del processo civile è stato sollecitato dall’Associazione bancaria italiana, secondo alcune associazioni d’inquilini che hanno fatto scoppiare il caso, trova una sponda governativa in una delle disposizioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nella quale si parla dell’abolizione delle «disposizioni del codice di procedura civile e di altre leggi che si riferiscono alla formula esecutiva».

Al momento la possibilità di sfrattare l’inquilino prima dell’asta immobiliare esiste comunque, e in qualche caso i giudici la prevedono, ma l’emendamento in qualche maniera toglie discrezionalità, in quanto «dispone, con provvedimento non impugnabile», la liberazione dell’immobile. «Noi abbiamo presentato una proposta di legge per rendere impignorabile la prima casa, figuriamoci se appoggiamo un emendamento del genere» sottolinea Balboni. —

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