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Tira la rete sulla barca e di colpo l’esplosione: ustionato un pescatore

Del carburo nelle acque del canale a Porto Garibaldi, il racconto del 47enne: «Mi sono buttato e ho poi cercato di spegnere quella roba»

PORTO GARIBALDI. Era impegnato a sistemare gli allevamenti di vongole nel canale Valletta, a Porto Garibaldi, ma quando ha tirato su la rete qualcosa è esploso ed è rimasto ferito in maniera importante alla mano e alla gamba sinistra. Stenta ancora a crederci, Andrea Farinelli, 47 anni, che è tornato a casa dopo le cure all’ospedale del Delta di Lagosanto. Le sue condizioni sono buone ma vista la dinamica e soprattutto le ustioni riportate, i medici preferiscono tenerlo sotto osservazione. «Sono ancora sconvolto – dice con un filo di voce –, in tanti anni non ho mai visto una cosa del genere».

I fatti. Erano circa le 17 di mercoledì e Farinelli, come sempre, a bordo della barca stava lavorando nel suo allevamento di vongole, con il nipote di 22 anni. Quando ha tirato su la rete, l’esplosione. Inizialmente si è pensato ad una bomba al fosforo, ma in realtà pare che le cose stiano diversamente. In quel canale, infatti, è ancora presente in quantità importanti del carburo, il quale una volta veniva utilizzato per pescare.


Oppure, ma su questo stanno indagando i carabinieri, la sostanza è stata utilizzata dai pescatori di frodo. In pratica, il carburo viene messo all’interno di un barattolo chiuso, sul cui coperchio viene praticato un foro. Il barattolo viene poi gettato in acqua: quando l’acqua penetra nel barattolo provoca un’esplosione che uccide i pesci nei dintorni. Il barattolo potrebbe dunque essere rimasto sul fondale per poi esplodere quando è stato tirato su. Oppure strati della sostanza sono rimasti sul fondo del canale, considerato che era utilizzato nel dopoguerra dai pescatori.

L’incidente. Piano piano, utilizzando l’idrorasca, i diversi substrati di materiale sono stati tolti e si è arrivati alla sostanza che non è combustibile ma può formare gas infiammabile a contatto con acqua o aria. Fatto sta che appena Farinelli, ha tirato su la rete ha visto del fumo e non riuscendo a capire ha tirato ancora ed è quindi stato letteralmente avvolto dal fuoco. «Mi sono subito buttato in acqua, ma ho visto che la barca stava bruciando. Così sono salito sulla banchina e ho preso la pompa per cercare di spegnere, aiutato da mio nipote e dagli altri pescatori». Per fortuna non è stato colpito al volto e le ferite più serie sono sulla mano sinistra. In suo aiuto, immediatamente, gli altri pescatori che lo hanno portato in ospedale. Intanto, sul posto sono arrivati i vigili del fuoco e i carabinieri. I vigili hanno messo in sicurezza l’area ma quando hanno tirato nuovamente la rete, tutto ha ricominciato a fumare. «Anche la mia gamba non smetteva più – racconta Farinelli –. Ero in macchina e la sentivo bruciare pian piano, chissà cosa c’era in quell’acqua. Appena ferito stavo meglio, adesso fa molto più male e devo andare in ospedale ogni giorno. A questo punto c’è da stare molto, ma molto attenti» . —

Annarita Bova

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