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Comacchio libera la tartaruga Moana e chiama Mattarella: no a trivelle in mare

Il Comune ricorre al capo dello Stato contro le estrazioni gas. L’esemplare di “caretta caretta” salvato dai volontari

LIDO NAZIONI. Comune di Comacchio e volontari impegnati per la difesa del mare e delle specie che lo abitano. L’occasione per ribadirlo è stata ieri mattina a Nazioni, con la liberazione di una tartaruga salvata dal volontariato, grazie all’accordo con il municipio comacchiese, e l’impegno dell’amministrazione lagunare per contrastare le trivellazioni in Adriatico, con il ricorso al capo dello Stato per bloccare le estrazioni di idrocarburi in mare.

MOANA LIBERA


Moana, uno splendido esemplare di tartaruga marina, di età presunta di circa 20 anni, finita accidentalmente nella rete di un peschereccio, dopo mesi di cura nel centro della Fondazione Cetacea di Riccione, è stata liberata ieri, sulla spiaggia del Lido Nazioni. Nonostante la pioggia battente, un gran numero di turisti ha seguito le fasi di liberazione dell’animale marino, effettuate all’altezza della Baia Tahiti. L’evento rientra tra le azioni di tutela di tartarughe marine e delfini, messe nero su bianco in una convenzione siglata recentemente tra il Comune lagunare e Delta Rescue, associazione formata da Enpa di Lagosanto, Aics Emilia Romagna, Circolo Nautico Volano, Corpo dei vigili giurati del comparto marittimo di Goro, Fondazione cetacea onlus di Riccione e polizia provinciale ferrarese.

L’ACCORDO

«In questa convenzione ci abbiamo creduto e continueremo a crederci, tanto che vogliamo farla diventare strutturale – ha commentato l’assessore all’ambiente Antonio Cardi –; ringrazio il dirigente Roberto Cantagalli, per avermi aiutato a portare avanti questa collaborazione».

Rilevando come il mare «per anni è stato usato come una pattumiera» Sauro Pari, presidente della Fondazione cetacea di Riccione ha evidenziato come «la natura deve essere salvaguardata. Siamo nella culla della vita e dobbiamo valorizzarla al massimo. Ogni giorno sulla terra si estinguono migliaia di specie e la tartaruga, come altri predatori, mangia animali che non danno problemi di cattura, garantendo condizioni riproduttive sempre migliori per l’ecosistema marino». L’esame necroscopico sulle tartarughe senza vita che finiscono spiaggiate, aspetto p della convenzione, consentirà di analizzare le cause della morte. Per Marco Pozzi, presidente dell’Enpa di Lagosanto, «noi volontari a malincuore avevamo interrotto il servizio per mancanza di fondi, ma siamo ripartiti due mesi fa grazie alla convenzione con il Comune di Comacchio e da allora abbiamo già recuperato 21 tartarughe e un delfino morti».

LE TRIVELLAZIONI

Rispetto all’incremento di carcasse ritrovate sul litorale comacchiese, Sauro Pari ha osservato come «le tartarughe marine sono il termometro e ci dicono che in mare sta succedendo qualcosa, che ci fa pensare a un fenomeno analogo avvenuto nel 2009, in concomitanza con la ripresa dell’attività del rigassificatore di Porto Viro». Pari ha offerto l’assist all’assessore Cardi, il quale ha ribadito «la nostra contrarietà assoluta alle estrazioni off shore e on shore. Ci fa paura il giacimento Teodorico, a 20 km dalla costa e con altri Comuni del Veneto abbiamo fatto ricorso straordinario al Capo dello Stato. Andremo avanti in tutti i modi sotto il profilo giuridico». —

Katia Romagnoli

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