Mamma porta il figlio nella città d’origine, il Tribunale dispone che torni con il padre

Dopo un anno il minore ritornerà a vivere nel Ferrarese. Il papà: «Finalmente starà qui con me e tutti i suoi amici» 

FERRARA. In tema di minori, fra le storie a dir poco strane raccontate dal nostro quotidiano va annoverata sicuramente quella scoppiata in piena emergenza Covid, che riguarda un papà residente in provincia, separato da alcuni anni con la moglie (il divorzio risale al 2016) e con una vicenda legale che si trascina stancamente, come spesso accade in questi casi. Una vicenda che riguarda anche un minore, il figlio di questa coppia, il quale dalla scorsa estate si è ritrovato a vivere al Sud, nella terra dove è cresciuta la madre, la quale vi è tornata alla fine dell’anno scolastico 2019-2020 per accudire la nonna del minore, che a detta della madre avrebbe dei problemi di salute. Il fatto è che tutto è avvenuto all’insaputa del padre, il quale si è visto costretto ad avviare un’altra causa, per poter tornare a vedere il figlio, viste le inevitabili difficoltà (economiche e logistiche) a poter raggiungerlo nella nuova residenza.

Era aprile: ebbene dopo alcune udienze questa causa è già finita e in data 14 luglio il Tribunale di Ferrara (nella persona del dottor Stefano Scati) ha emesso la sentenza secondo cui il minorenne dovrà tornare a vivere nella nostra provincia, a casa del padre, pur rimanendo l’affidamento condiviso.


«non ci credo»

Il padre, operaio, è ovviamente felice per questa notizia: «Quando ho letto la sentenza non riuscivo a crederci - ci racconta -; dopo anni passati in aule di tribunale a lottare senza veder riconosciuti i miei diritti, finalmente potrò riabbracciare mio figlio, che d’ora in poi starà qui con me, frequenterà la scuola a Ferrara, ritroverà tutti i suoi amici e la sua amata Spal».

Dopo aver raccontato la sua storia alla Nuova Ferrara, questo padre aveva denunciato l’accaduto. In realtà, inizialmente il padre ferrarese non si era preoccupato quando l’ex moglie e il figlio sono andati nel paese d’origine di lei: «Ogni anno d’estate la mia ex moglie torna al paese d’origine con nostro figlio, fra l’altro siamo andati in tribunale anche per questo motivo, con il giudice che mi ha dato ragione, riducendo le vacanze estive al Sud per darmi la possibilità di stare con mio figlio del tempo in più». Poi, però, l’ex moglie ha annunciato che per seguire la madre sarebbe rimasta al paese d’origine con il ragazzo, che pure era già stato regolarmente iscritto in una scuola superiore di Ferrara. Madre che nel frattempo aveva anche lasciato il lavoro (a tempo indeterminato) nella nostra provincia. Va detto che già da tempo la donna chiedeva l’affido esclusivo del figlio, trovando il secco no del padre, il quale ancora una volta ha lottato per i propri diritti, affidandosi al legale Alessandro Montanari.

lA SENTENZA

Nel corso del dibattimento è stato sentito il minore, il quale ha detto di essere legato sia alla terra dove è nato e vissuto e per i molti amici, ma anche al paese d’origine della madre proprio per la presenza dei parenti di lei. Minore che ha concluso l’audizione così: “Vorrei che i miei genitori facessero pace”.

Il Collegio sottolinea come “Il minore non ha manifestato preferenze per l’una o l’altra soluzione, dimostrando un pari attaccamento sia ai genitori che ai luoghi”. E, aggiunge che “si ritiene rispondente all’interesse del minore permettere che possa proseguire gli studi nel Ferrarese, attese le migliori prospettive di inserimento nel mondo del lavoro pacificamente assicurate da istituti del comparto emiliano, quale quello di Ferrara a cui è iscritto. Si dispone quindi la collocazione del minore presso il padre. Stante la distanza tra i luoghi di residenza delle parti, si dispone che la madre possa vedere il figlio quando vorrà, con preavviso di almeno una settimana”. Inoltre, viene specificato che la madre potrà vedere il figlio per tre settimane nelle vacanze estive (da concordare entro il 30 maggio), oltre a tutta una serie di altre festività. Madre che, poi, dovrà contribuire al mantenimento del minore con 200 euro mensili e il 50% delle spese straordinarie (segue l’elenco di quali sono), quota da corrispondere entro 30 giorni dal ricevimento della documentazione da parte dell’ex marito. —

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