Salvini in tour nella Gad “libera”: «Ferrara rinata esempio per tutti»

Il leghista in città per spingere i referendum sulla giustizia.  Poi la politica: centrodestra unito e piena lealtà a Draghi  

Salvini a Ferrara: "Il Gad simbolo di cambiamento, l'integrazione è possibile"

«È bellissimo vedere giocare i bambini in posti in cui prima, per anni, dominava il degrado. Complimenti a Ferrara». C’era Matteo Salvini ieri sera in zona Gad, impegnato in un tour trionfale nella parte di città “liberata” dalla recente riqualificazione voluta dal Comune.

Arriva con cinquanta minuti buoni di ritardo, accumulato nelle precedenti tappe del Veneto, in tempo utile a evitare la pioggia. Da piazzetta Toti al Grattacielo: nessun campanello di casa di presunti spacciatori da suonare, non è il momento. Qui adesso «è tutta un’altra storia», commenta il leader leghista.

PIAZZETTA TOTI

Scena uno al parchetto recintato dalla giunta. Salvini si presta alla foto: lui che apre i cancelli, al fianco del vicesindaco Nicola Lodi. «Questo luogo è un simbolo, ricordo bene quando me ne parlavate», dice l’ex ministro.

Una manciata di minuti e ci si sposta verso piazzetta Castellina. Comincia la pioggia (questa sì) dei selfie chiesti dai simpatizzanti, momenti che nelle uscite di Salvini non rappresentano un semplice contorno: lui rigorosamente senza mascherina, gran parte dei fan pure. A chi gli urla «forza destra!» lui replica «forza Milan!».

I REFERENDUM

Eppure non si sono le folle. È una domenica che, nonostante le nuvole scure si allontanino, meglio si presta alla spiaggia. I livelli di consenso non sono più quelli di quando era al Viminale, la Meloni gli sta col fiato sul collo e c’è da raccattare i rimasugli del berlusconismo. Ecco allora l’ultimo cambio d’abito, la campagna referendaria sulla giustizia: da “buttiamo la chiave” al garantismo, come nulla fosse. «Lasciatemi ringraziare chi ha raccolto le firme per tutta la giornata: in tutta Italia siamo oltre le 300mila», dice Salvini al banchetto di piazzetta Castellina.

La Rai regionale gli chiede delle elezioni a Bologna: «Io una mia idea ce l’ho da tempo. Battistini candidato? Un bel nome, è un civico, vedremo. Noto che c’è chi fa e chi disfa, la bussola è il centrodestra unito». Poi si ricorda di essere a Ferrara, «qui il candidato a sindaco ce l’abbiamo: è Alan Fabbri». Risate e applausi. Poi la politica nazionale, su un’altra sua recente conversione: «Pd e M5s cercheranno di ostacolare Draghi e le riforme in ogni maniera, la Lega sarà la forza più importante e più leale sulla via del cambiamento che vuole il premier».

AL GRATTACIELO

La passeggiata prosegue verso le torri. «Sembra proprio un bel vedere. Ricordo com’era la zona prima», dice Salvini attraversando viale della Costituzione. Lodi gli spiega il passato e quanto fatto. E lui: «Che meraviglia».

Poi l’incontro con gli esponenti dei comitati che si sono battuti contro il degrado in zona Gad. «Grazie per l’impegno che ci avete messo – commenta il leghista –. Ferrara è un esempio di rinascita per tutta l’Italia e questo quartiere è tornato a essere di tutti: italiani e stranieri, l’integrazione è possibile. Se chi viene da fuori rispetta le regole e le nostre tradizioni è un nostro fratello». Nel giardino foto davanti al giochino per bimbi dell’Ape Maia. Arriva anche il sindaco Fabbri, scatta il saluto caloroso. Salvini si apparta con la famiglia di Marco Coletta, il ragazzo morto in un incidente stradale e a cui è dedicato il parco.

Infine la cena al chiringuito assieme a 100 supporter. «Ma andiamoci piano, sono appena dimagrito sette chili», fa gli scongiuri Salvini a tavola, a fianco della fidanzata Francesca Verdini . —

Fabio Terminali

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