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Dopo gli atti vandalici è attesa la rinascita dell’ex Conca del Lido

Tra le prime strutture alberghiere sorte sulla costa comacchiese negli anni ’60, chiusa da oltre 20 anni, divenuta ora bersaglio dei vandali

LIDO ESTENSI. Si riaccendono i riflettori sull’ex-hotel Conca del Lido, tra le prime strutture alberghiere sorte sulla costa comacchiese negli anni ’60, chiusa da oltre 20 anni, divenuta ora bersaglio dei vandali. Diversi turisti che attraversano viale Pascoli, una delle zone storiche del “salotto buono” dei Lidi, hanno immortalato gli scatti del degrado e dell’inciviltà, segnalandoli con l’auspicio di contribuire a una drastica inversione di rotta, impedendo che la struttura possa diventare ricettacolo di topi e altri animali selvatici. Esattamente un anno fa il consiglio comunale aveva approvato la delibera relativa alla riqualificazione dell’ex Conca, con previsione di svuotamento di diritti edificatori in aree edificabili. Le società proponenti, Cirano sas e Sole sas, hanno ceduto al Comune 22mila metri quadrati in viale dei Tigli, un rettangolo di terreno edificabile che dalla statale Romea arriva al canale Logonovo. «A fronte del trasferimento parziale di volumi – spiega Ted Tomasi per conto delle società proponenti interessate alla riqualificazione dell’ex hotel Conca del Lido –, senza consumo di suolo, ma con elevazione in altezza. A settembre l’ex Conca sarà demolita e al suo posto sarà costruita una residenza turistico alberghiera (Rta) da 17 unità con bar, ristorante e servizi, parcheggio sul retro e 45 appartamenti di qualità. Si tratta di un accordo pubblico-privato, in quanto le aree edificabili cedute al Comune diventeranno il nuovo ponte a Lido Spina, di cui ha parlato il sindaco Pierluigi Negri (proprio ieri; ndr) e un parcheggio in viale dei Tigli».

I lavori di demolizione dell’ex Conca del Lido avrebbero dovuto partire a gennaio di quest’anno, ma il procrastinarsi dell’emergenza sanitaria ha comportato un rinvio a settembre.


Nel frattempo, purtroppo, i vandali sono entrati in azione. L’istituzione del registro dei diritti edificatori e un accordo pubblico-privato, siglato durante la precedente legislatura e confermato dalla giunta Negri, permetteranno all’ex hotel di risorgere dalle proprie ceneri e di consegnare al litorale un’altra struttura ricettiva, ispirata al principio dell’albergo diffuso, un nuovo modello di turismo che, proprio dopo la pandemia, ha ottenuto un lancio esponenziale. «Una deroga sulle altezze– conclude Tomasi – con 12 piani a uso promiscuo, da una parte la Rta e dall’altra appartamenti di classe 3, con attenzione ai consumi, faranno della Conca del Lido uno degli edifici più all’avanguardia dei Lidi».

Nel 1994 il fondatore della struttura alberghiera, il romagnolo Rinaldo Fabbri, per ragioni d’età decise di chiudere, ma dopo anni di degrado l’albergo è destinato a rinascere. —

Katia Romagnoli

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