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La scuola è “minacciata” dai ritardi. I sindacati: mancano gli organici

Più che all’immunità generalizzata i rappresentanti dei lavoratori guardano a 300 addetti da trovare per il Covid

L’ipotesi di vaccinazioni obbligatoria per i docenti, per ora, i sindacati ferraresi non vogliono nemmeno commentarla. «Abbiamo toccato con mano, in assemblee partecipatissime e piene di domande, il coinvolgimento dei colleghi e l’alta percentuale di vaccinati (l’81%, ndr) lo dimostra - dice Hania Cattani, segretaria Cgil scuola - Quando arriveranno indicazioni precise dal Cts, ci atterremo ad esse. Al momento siamo tutti concentrati nel predisporre le condizioni per la partenza del nuovo anno scolastico, che con le prescrizioni Covid ancora in essere, non sono soddisfatte. Siamo in ritardo». Il riferimento è alla situazione degli organici, che ormai a fine luglio non sono stati definiti per quanto riguarda l’organico di fatto a livello nazionale, dal quale derivano le ripartizioni regionali e poi giù giù fino alle singole scuole. E una volta effettuato questo passaggio resterebbe da affrontare il tema spinoso degli organici Covid, cioè insegnanti e amministrativi assegnati l’anno scorso per “diluire” le classi e aumentare gli spazi, che serviranno anche da settembre: stiamo parlando di almeno 300 addetti tra insegnanti e personale Ata.

organici e richieste


L’incontro tra sindacati e direzione provinciale, la scorsa settimana, non ha potuto entrare nel merito degli organici perché, appunto, da Roma non sono stati definiti i numeri complessivi del sistema scuola. «Difficilmente si potranno rispettare i tempi di cui ha parlato il ministro Patrizio Bianchi, bisogna accelerare» è l’invito della segretaria Cgil. In questi giorni a livello informale si lavora, tra uffici provinciale e singole scuole, a ipotesi di organici basandosi più che altro sulle precedenti esperienze, ma di certezze evidentemente non ce ne sono, in particolare per quanto riguarda le dotazioni Covid.

Dalle scuole di tutta la provincia cominciano quindi ad arrivare segnalazioni di richieste aggiuntive dovute al combinato disposto tra nuove iscrizioni e riduzione delle dimensioni delle classi, in funzione anti-Covid, e in alcuni casi sono stati coinvolti anche i sindaci. «Vi sono necessità di sdoppiare classi, e quindi di organici, alle medie di Voghiera, alle medie di Codigoro e di Mirabello, dove c’è una classe di 30 alunni - spiega ancora Cattani -Stessa situazione alla media di Goro, con 26 alunni, alla media di Pontelagoscuro dove c’è una classe con 29 alunni e tre certificazioni, e anche alla De Pisis. C’è un problema di spazi in generale, poi, all’Isit Bassi Burgatti di Cento, che è un istituto in continua espansione». Altre situazioni particolari, che peraltro si ripetono sostanzialmente ogni anno, sono quelle riferite alle richieste di tempo pieno da parte delle famiglie: vi sono segnalazioni in questo senso da Copparo e alla Govoni, a Ferrara.

Ad Argenta, infine, c’è un problema di numeri e spazi nella scuola d’infanzia.

parole d’ordine

Il punto di partenza dei rappresentanti dei lavoratori, in quest’ambito, resta «garantire la riapertura delle scuole in presenza e in sicurezza, con attenzione particolare al recupero dei soggetti più deboli, che sono stati penalizzati in maniera pesante dalla pandemia. È chiaro - conclude la rappresentante Cgil - che diventa preponderante la definizione degli organici ma non dimentichiamo che nel ragionamento ci stanno anche i trasporti oltre agli spazi comuni».

dalle presidenze

Qualche inquietudine comincia ad affiorare anche dalle direzioni scolastiche, abituate sì al tour de force agostano per l’assegnazione delle cattedre, ma che sanno di doversi confrontare con le nuove esigenze riproposte dalla pandemia. «Proprio nelle scuole superiori di primo grado ci potrebbero essere problemi dovuti all’onda lunga demografica, che alle primarie, ad esempio, sono già stati superati dal calo delle nascite» è il ragionamento di Maria Gaiani, dirigente dell’Istituto comprensivo De Pisis. L’attesa che sia appunto il calo demografico a risolvere questi problemi rischia di prolungarsi, e quella in arrivo di essere una stagione da “tempesta perfetta” a causa appunto del prolungarsi dell’emergenza sanitaria. A meno che, appunto, non si arrivi a coperture vaccinali più alte di quelle che si prospettano, e non solo per il personale.

Stefano Ciervo

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