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Il pediatra e il vaccino: «Ai miei assistiti ho consigliato di immunizzare i ragazzi»

Vinattieri (Fimp): il Covid-19 può colpire anche i più giovani, gli studi evidenziano rischi lievi per miocardite e pericardite

FERRARA. L’estate Covid del 2021 sarà ricordata da molte famiglie, oltre che per le opportunità guadagnate o perdute a causa dell’introduzione del Green Pass, per una scelta che dovranno compiere prima della riapertura delle scuole: prenotare la vaccinazione per il figlio adolescente o no?

In effetti la fascia di utenza dai 12 ai 19 anni risulta ancora tra le più scoperte rispetto agli obiettivi indicati dalle autorità sanitarie e molti genitori, anche quelli che si vaccinano, ritardano la decisione anche perché ritengono che i sieri autorizzati (Pfizer e Moderna) non siano stati testati per un tempo sufficiente a garantirne la sicurezza anche per chi non ha ancora completato il ciclo dello sviluppo fisico.


«Gli studi clinici hanno evidenziato un rischio di miocardite e pericardite (infiammazioni dei tessuto cardiaco e delle membrane che rivestono il cuore, ndr) nella popolazione degli adolescenti anche se i casi osservati si sono rivelati in genere di modesta entità e ad essi è seguita in breve tempo la guarigione ricorrendo a semplici cure mediche – spiega Aldo Vinattieri, presidente della Federazione provinciale dei pedriatri – Io ai miei assistiti ho consigliato di vaccinare i figli ma devo anche dire che rispetto a questa scelta non c’è una posizione univoca».



Vinattieri sottolinea che da mettere sulla bilancia non c’è solo il rischio sanitario legato direttamente alla vaccinazione (rischio che si estende - come noto – anche alla popolazione adulta) ma anche quello che deriva dal decorso dell’infezione, se ci si ammala: il Covid-19 può provocare infatti danni gravi, a livello multisistemico, anche nei soggetti più giovani, «come è avvenuto, in alcuni casi, nella nostra provincia», ricorda il pediatra.

Si tratta quindi di una scelta, da parte dei genitori, che comporta una valutazione più ampia, non limitata solo ai rischi potenziali dell’assunzione del vaccino. «È bene non dimenticare che una parte della popolazione, anche se limitata, non può essere protetta dal vaccino e quindi senza una barriera di protezione, una sponda costituita da chi può schermarsi contro il virus questi ragazzini sono esposti all’infezione», aggiunge Vinattieri.

I vaccini, al contrario di quanto afferma chi è convinto che quelli in uso siano preparati “sperimentali”, sono stati sottoposti a tutte fasi della sperimentazione scientifica prima di essere autorizzati dalle autorità sanitarie di controllo. «Quello che manca sono i dati acquisiti su un periodo di tempo relativamente lungo», sottolinea Vinattieri. Che l’improvvisa diffusione della pandemia e la necessità di individuare risposte efficaci in tempi molto brevi non ha consentito finora di sviluppare.

Cosa fare quindi a un mese e mezzo dalla riapertura delle scuole? «Il vaccino al momento è l’unico argine in grado di sbarrare la strada alla pandemia, l’immunizzazione di massa della popolazione rappresenta una chance importante quest’anno per fronteggiare con efficacia l’infezione. Una chance che l’anno scorso purtroppo non avevamo». —

Gi.Ca.

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