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Maltempo e grandine: danni all’agricoltura

Lunedì pomeriggio colpito il Portuense, ma anche Voghiera e Ostellato. La Coldiretti: «È una ulteriore mazzata per i produttori» 

PORTOMAGGIORE. La cappa di afa che imperversava da giorni è stata improvvisamente squarciata lunedì pomeriggio da un forte temporale che ha interessato in particolare la parte centrale della provincia. E l’allerta gialla proclamata dalla Protezione civile regionale ha ricevuto conferma.

Attorno alle 17 e per non più di un quarto d’ora pioggia e vento, in alcune zone anche grandine con chicchi di grosse dimensioni, hanno colpito soprattutto i territori del Portuense (nel capoluogo e nelle frazioni di Maiero e Runco), di Voghiera (con Montesanto) e di Ostellato (Libolla e Dogato). Ma la grandinata si è fatta viva anche nell’Argentano (in particolare a Consandolo) e nel territorio comunale di Ferrara, specie nelle frazioni di San Bartolomeo in Bosco e Marrara.


«La concentrazione di piovosità più elevata – dice il presidente del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, Stefano Calderoni – è stata rilevata tra Ostellato e Lagosanto, con 30 millimetri, a fronte di una media nel Ferrarese tra i 5 e i 10. Tuttavia la grandinata ha colpito in particolare il Portuense. Danni nei campi? Nulla di catastrofico, a quanto pare, fortunatamente. E un po’ di pioggia, di questi tempi, è necessaria».

Campi in sofferenza. Coldiretti Ferrara, che pure contava di mettere al lavoro al più presto i propri tecnici per approfondire la situazione, parlava a poche ore dal temporale di lunedì pomeriggio di danni «non estesi ma certamente rilevanti».

«Se per la gran parte del territorio l’arrivo della pioggia è una buona notizia – segnalava la stessa associazione di produttori –, per gli agricoltori che si sono trovati con colture danneggiate (mais ed orticole) e reti sfondate dal peso della gradine, scesa in brevissimo tempo e con dimensioni notevoli, si tratta di una calamità, una ulteriore mazzata per gli impianti di frutteto, già in sofferenza per le gelate primaverili e l’attacco ripetuto di insetti e funghi».

Emergenza climatica. In Emilia Romagna le conseguenze peggiori si sono manifestate nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena. Per il Movimento 5stelle, «è necessario che la Regione dichiari immediatamente lo stato di emergenza – ha detto la consigliera Silvia Piccinini –. Ci troviamo davanti a un’ennesima emergenza climatica, che è necessario affrontare con tutte le risorse a nostra disposizione». —

F.T.

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