Tra i giovani quota 35%, adesione ancora bassa

Appello dei pediatri dell'Emilia Romagna: ecco perché bisogna vaccinare anche i giovani

FERRARA. L’appello è fresco di stampa ed è stato firmato da una quarantina di pediatri dell’Emilia Romagna (per Ferrara ha aderito la docente universitaria Agnese Suppiej). In quindici punti gli specialisti cercano di spiegare perché vaccinarsi contro il Sars-Cov-2 è una scelta responsabile, ma anche che il vaccino è «efficace e sicuro» e rappresenta «l’unica arma contro il virus». I medici che assistono la fascia più giovane dell’utenza sanitaria sperano che i genitori «comprendano l’importanza di vaccinare subito i figli». Molti contagiati, evidenziano, hanno un’età inferiore ai 18 anni e il virus può causare «una patologia grave anche tra i ragazzi»; vaccinarsi significa tutelare anche gli altri ed evitare il rischio di ricovero mentre negli Usa oltre 7 milioni di giovani hanno già assunto le dosi, i problemi cardiaci sono casi rarissimi e non esistono rischi per la fertilità. La vaccinazione di massa, aggiungono, può evitare la didattica a distanza, agevolare la socialità e ostacolare la diffusione di varianti virali.

L’appello punta a convincere una quota dei “diffidenti”, presente anche a Ferrara e provincia. Finora la prima dose, infatti, è stata assunta da meno del 30% dei giovani fra i 12 e i 19 anni e solo con le prenotazioni si sale al 35%, «un numero ancora insufficiente», ha dichiarato alcuni giorni fa il direttore sanitario dell’Asl, Emanuele Ciotti. Entro un mese e mezzo riapriranno le scuole e,considerando il tempo che deve intercorrere fra la somministrazione della prima e della seconda dose, la finestra utile per evitare l’accavallamento di vaccinazione e frequenza scolastica si riduce a meno di un mese. Tra gli insegnanti le cose vanno meglio e la percentuale dei vaccinati ha superato l’80%.—
<SC1038,169> RIPRODUZIONE RISERVATA