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Azienda sanitaria ferrarese, i medici: così non si può fare. Cgil critica

Sanitari nei corridoi dell'ospedale

Parte in salita il percorso dell'unificazione Asl-Sant'Anna. L'Anaao: integrazione-disastro, una legge impedisce fusioni con Unife

FERRARA. Gli applausi (quasi) generalizzati che hanno accolto l’annuncio dell’Azienda sanitaria universitaria di Ferrara, da costituirsi entro il giugno 2022 con la fusione di Asl e Sant’Anna, passato qualche giorno lasciano il posto a dubbi e altolà. La reazione da parte dei rappresentanti dei lavoratori interessati, cioè medici e personale sanitario, lascia intendere che il percorso di appena undici mesi non sarà privo di ostacoli. «A quanto ci risulta, esiste ancora una legge che impedisce ad aziende universitarie come il Sant’Anna di attivare un percorso di fusione - dice Pierluigi Api, consigliere nazionale del sindacato medici Anaao - Quindi la prima cosa che ci devono spiegare è il percorso giuridico imboccato, con tutte le conseguenze del caso». I sindacati confederali dal canto loro stanno riunendo le Rsu e chiesto già la convocazione dell’Organismo paritetico per l’innovazione, per discutere di contratti, incarichi, ruoli. La prima reazione alla decisione dei sindaci non è esattamente entusiasta.
niente medaglie
In effetti si era notato il silenzio ufficiale del sindacato, il giorno del sì da parte della Conferenza sanitaria territoriale: «Non abbiamo partecipato alla corsa alle medaglie, per usare una metafora olimpica - dice il segretario provinciale Cgil, Cristiano Zagatti - È stato desolante assistere ad un’assenza di discussione di merito nella conferenza, è sorprendente che tutti i sindaci (con l’esclusione di Lagosanto, ndr) abbiano votato sì alla fusione dopo le astensioni sui bilanci delle aziende. È stato un teatrino sconfortante e poco utile».

La richiesta di convocazione dell’organismo paritetico è arrivata dalla Cisl, «si tratta di un istituto previsto dal contratto all’interno del quale - spiega Sonia Uccellatori, segretaria Cisl Fp - si possono discutere situazioni come questa, di omogeneizzazione di trattamenti di aziende diverse. Qui si tratta di realtà con storia e funzioni differenti, ci sono sicuramente problematiche sulla contrattazione. A questo proposito chiederemo alla Regione di stanziare fondi per sanare le sofferenze contrattuali presenti nel personale dell’Azienda ospedaliera». Per il sindacato l’organizzazione per dipartimenti immaginata dall’attuale dirigenza Asl e Sant’Anna è «molto funzionale, bisogna però farli lavorare con sistemi informativi unificati. In meno di un anno si può fare tutto, con l’emergenza Covid in mezzo? Sicuramente non sarà semplice - conclude Uccellatori - servirà un direttore assistenziale e bisognerà riservare attenzione soprattutto alle direzioni infermieristiche e tecniche. Il personale non deve essere penalizzato e il servizio ai cittadini diventare più organico».
Resta in sospeso la posizione di Unife, che ha voce in capitolo e appunto va coinvolta, e dell’iter legislativo per consentire l’attivazione di una vera e propria fusione, e non solo di un’integrazione spinta tra due aziende.
medici sulle barricate
Resta negativa la posizione dei medici, «contro la fusione abbiamo fatto ricorsi a Tar e Consiglio di Stato, per questioni relative alle progressioni di carriera ed altri aspetti. La nostra avversione - spiega Api - deriva dall’osservazione di questi cinque anni d’integrazione, che hanno prodotto risultati disastrosi: il territorio è stato depotenziato e il Sant’Anna non ha aumentato i posti letto, anzi. Ogni anno al Pronto soccorso di Cona gli accessi sono cresciuti di 5mila unità, a testimonianza del fatto che le strutture della provincia nono sono in grado di “trattenere” i malati con bisogni urgenti». Il rischio, secondo i medici, è quindi che l’azienda unica accentui queste tendenze, soprattutto per quanto riguarda i Pronti soccorso. «Cambia poco», invece, questa prospettiva sul fronte della posizione dei medici all’interno della struttura. Anche se evidentemente la prima cosa destinata a saltare sono le doppie direzioni generali, attualmente occupate da Monica Calamai (Asl) e Paola Bardasi (Azienda ospedaliera): quest’ultima in realtà è un commissario nominato proprio in vista della fusione, per cui è presumibile che al timone dell’azienda unica si ritrovi Calamai. —
Stefano Ciervo
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