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Ferrara: «Orari extra e troppo sole», le campagne “ribollono”

Le ondate di calore colpiscono i lavoratori impegnati nelle grandi raccolte. I sindacati dopo molte segnalazioni: le aziende proteggano i loro addetti. Suggeriti anticipi di orario e lunghe soste: pronti a denunce all'Ispettorato

FERRARA. In questi giorni nelle campagne ferraresi arriva un po’ di pioggia a rendere meno insopportabile il lavoro sotto il sole martellante di luglio, ma sono già diverse le segnalazioni arrivate ai rappresentanti sindacali di situazioni al limite dello stress termico. «C’è chi si ritrova a raccogliere frutta e pomodori alle 14, nel momento peggiore della giornata, e turni di lavoro che vanno avanti oltre l’orario, 9 e più ore al giorno, anche sabato e domenica - dice Cristiano Pistone, segretario Flai Cgil - Abbiamo ricevuto segnalazioni anche da semplici cittadini che passavano a fianco dei campi, ad esempio nel Bondenese e nel Basso Ferrarese». Così Pistone, Paolo Fabbiani (Fai Cisl) e Mirko Cavallini (Uila Uil) hanno messo per iscritto una sorta di ammonimento per i datori di lavoro, che è stato inviato anche all’Ispettorato del lavoro, per ricordare il dovere di «proteggere i lavoratori attivando tutte le procedure indispensabili a prevenire i colpi di calore e le eventuali conseguenze, compresi gli infortuni sul lavoro che potrebbero essere correlati alle ondate di calore».

Come si tampona. I sindacati suggeriscono qualche «buona prassi» a partire dalla formazione e informazione dei lavoratori, una «corretta sorveglianza sanitaria» e la possibilità appunto di lavorare nelle ore meno calde. Su questo punto in specifico i correttivi sindacali vanno dall’anticipo dell’orario di inizio attività, alle 7 di mattina, a pause pranzo più lunghe, «almeno una mezz’ora in più, in modo da evitare un minimo di esposizione al sole più forte» sottolinea ancora Pistone. Bisogna dire che in quest’estate particolarmente calda hanno cominciato a comparire, soprattutto nel Basso Ferrarese, i primi tendoni per consentire almeno una sosta pranzo all’ombra, in tenute di decine di ettari senza nemmeno un albero,e in certi casi anche dei bagni chimici.


La lettera si chiude con un avvertimento che «in caso di verificate inadempienze aziendali, le organizzazioni sindacali, per il loro ruolo di rappresentanza, faranno le conseguenti segnalazioni agli enti competenti, con l’obiettivo e la finalità di mantenere sempre alta l’attenzione in merito a questa problematica e garantire il più possibile i lavoratori».

Il quadro. La campagna di raccolta più importante in fase di svolgimento è quella del pomodoro, per la frutta ci sono angurie e meloni in attesa delle mele, mentre la pera, com’è noto, è stata rovinata da maltempo e malattie.

Il Covid ha tenuto lontane dalle nostre campagne, quest’anno, la maggior parte delle braccianti rumene abituali fornitrici di manodopera nel periodo estivo. Molte grandi realtà del territorio le stanno sostituendo con extracomunitari, in gran parte nigeriani, che si stanno dimostrando importanti per molte aziende agricole. «In gran parte le assunzioni sono in regola, qua e là spuntano sacche di lavoro grigio, sulle quali continuiamo a tenere puntata l’attenzione» sottolinea Pistone. Nelle aziende più piccole, in particolare, anche il sindacato fatica ad entrare. —

S.C.

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