«Green pass, no responsabilità ai titolari»

Ferrara, Ascom e Confesercenti: controlli onerosi. Bene l’obbligo anche ai lavoratori: «Ma dateci gli strumenti per gestire i no vax»

FERRARA. L’ipotesi di estendere l’obbligo del Green Pass anche ai lavoratori dei pubblici esercizi (ristoranti, bar, pub, gelaterie, caffé e ogni altro locale che effettui servizio al tavolo al chiuso), trova la disponibilità delle associazioni di categoria ferraresi, che al tempo stesso sottolineano la necessità di rendere più definiti i termini della normativa, soprattutto al capitolo controlli e gestione dei non vaccinati.

Confesercenti Ferrara, spiega il presidente Fiepet Claudio Peretti, «ribadisce la propria disponibilità a una valutazione attuativa insieme ai sindacati dei lavoratori, qualora lo Stato confermi obblighi in merito alla vaccinazione», e Fiepet «auspica quindi la realizzazione di un tavolo tecnico insieme al consiglio dei ministri, che chiarisca le modalità di controllo e le eventuali responsabilità a carico degli imprenditori».


La vaccinazione, interviene il presidente provinciale di Fipe Confcommercio, Matteo Musacci, «è lo strumento per evitare di dover chiudere di nuovo, e quindi perché rischiare?». Tanto più che «pensare di dover chiedere il Green Pass ai clienti e poi avere i dipendenti non vaccinati sarebbe un controsenso».

Perciò «il dipendente presenta il Green Pass o i tamponi negativi, e in caso contrario non potrà presentarsi al lavoro. Ma ci devono essere forniti gli strumenti per poter affrontare la situazione nel caso un dipendente rifiuti di vaccinarsi: che si tratti di un’aspettativa non retribuita o qualsiasi altro sistema, è comunque necessario poter disporre degli strumenti adeguati». Tra gli addetti ai lavori ferraresi, è però la sensazione del presidente provinciale Fipe, a prevalere nettamente sembra essere l’orientamento a vaccinarsi «perché siamo tutti consapevoli che solo in questo modo possiamo mettere al sicuro le attività e i posti di lavoro».

Resta però da risolvere, insistono i rappresentanti dei pubblici esercizi, il nodo dei controlli, soprattutto riguardo all’obbligo del Green Pass per i clienti che consumano al chiuso. Una disposizione, sostiene Peretti, che «sarà molto difficile da applicare nella realtà, soprattutto nel mese di agosto, dove ci si aspetta un aumento delle presenze». E fermo restando l’applicazione di tutti i protocolli di sicurezza, «stiamo attraversando un periodo in cui vi è una oggettiva difficoltà nel reperire lavoratori, ed è assurdo sovraccaricarli di un ulteriore aggravio di competenze».

Un aggravio che, aggiunge Musacci, si traduce anche in una responsabilità. Per questo «sarebbe meglio sostituire al Green Pass un’autocertificazione, attribuendo le conseguenze di un’eventuale falsa dichiarazione al cliente, senza esporre il gestore a un onere oggettivamente complicato e rischioso». —

A.M.

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