Ferrara, semestre di crescita per Hera: salgono gli investimenti

Ricavi a +22,8% con energia e ambiente, l’utile per gli azionisti cresce del 30%. Acquisiti impianti per il trattamento di rifiuti industriali. Espansione in Abruzzo

FERRARA. Sono tutti in forte crescita i principali dati del gruppo Hera nella semestrale 2021, con particolare riferimento ai ricavi e all’utile netto, indicare quest’ultimo quanto mai gradito agli azionisti come il Comune di Ferrara. Il colosso multiutility continua intanto nell’espansione nel settore dei rifiuti industriali. In aumento consistente anche gli investimenti su reti e infrastrutture, come sanno i ferraresi per il cantiere extralarge di largo Castello per le fognature.

Principali indicatori. Nei primi sei mesi dell’anno i ricavi a livello di gruppo sono stati pari a 4.179,7 milioni, cioè +22,8% rispetto allo stesso periodo 2020, grazie ai contributi di tutti i business. In particolare, alla crescita hanno contribuito il settore ambiente, con l’aumento dei rifiuti trattati e delle materie plastiche vendute, e le aree energy. Ha premiato evidentemente anche l’aumento del prezzo dell’energia e dell’attività di produzione dopo i lockdown. Di conseguenza il Margine operativo lordo, che esprime l’andamento della gestione “industriale”, è aumentato a quota 617,9 milioni (+10,4%), grazie, appunto, al settore energy, per i maggiori margini di vendita e intermediazione, e dal settore ambiente.


L’utile ante imposta è di 288,5 milioni (+20,5%), anche grazie a partite straordinarie fiscali ottenute con «significativi investimenti per la trasformazione tecnologica, digitale e ambientale in chiave Utility 4.0», fa sapere l’azienda. L’utile di pertinenza degli azionisti del gruppo sale a propria volta a 216,1 milioni (+30%).

Gli investimenti operativi segnanoun incremento del 21,7%, a quota 237,4 milioni: ci sono anche investimenti per la sostituzione massiva dei contatori. L’indebitamento finanziario netto è invece sceso sotto i 3 miliardi, a quota 2.956,7 milioni. La solidità patrimoniale e finanziaria è confermata dal rapporto debito netto/Mol, che scende a 2,5 rispetto al 2,81 al 30 giugno 2020. Di recente c’è stato un upgrade da parte di Standard&Poor’s a BBB+ con prospettive stabili.

Gli sviluppi. In coerenza con gli obiettivi al 2024, ha detto il presidente esecutivo Tomaso Tommasi di Vignano, «stiamo effettuando una serie di operazioni di sviluppo per linee esterne, che ci consentiranno di consolidare la leadership italiana nel trattamento rifiuti e ampliare ulteriormente la nostra piattaforma impiantistica». Il riferimento è all’acquisizione del 70% della società friulana Recycla, che gestisce tre piattaforme per rifiuti industriali solidi e liquidi con sede principale a Magnago, in provincia di Pordenone; e del 31% di Sae, realtà marchigiana con una piattaforma per rifiuti industriali, cui seguirà entro l’estate la chiusura di un’altra operazione nello stesso ambito. È stato inoltre acquisito due giorni fa il 90% del capitale della società di vendita energy Ecogas, in Abruzzo, che sarà consolidata nel secondo semestre.

L’equilibrio finanziario raggiunto, aggiunge l’ad Stefano Venier, «garantisce una ulteriore espansione degli investimenti» e di «combinare crescita e soluzioni per sostenere la transizione». —

S.C.

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