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La strada provinciale chiusa mette in ginocchio via Masi

Con lo stop sulla via Comacchio, il traffico viene deviato sulla piccola comunale di Masi Torello. I residenti sul piede di guerra: «La situazione è insostenibile, si intervenga» 

MASI TORELLO. Via Comacchio chiusa, lavori all’altezza di Rovereto in Superstrada ed anche, nemmeno a farlo apposta, i tecnici dell’Enel intenti a trivellare il terreno per cambiare i tralicci dell’alta tensione. Tutto questo attorno ad una strada comunale dove passano a stento un’auto e una bici. Ci vorranno cinque mesi prima che il ponte che attraversa il corso d’acqua Fossa dei Masi, lungo la strada provinciale 1 (via Comacchio) in territorio di Masi Torello riapra. I lavori sono iniziati mercoledì 21 luglio e dopo appena una settimana i residenti in zona sono già esasperati. E non solo loro, considerato che stiamo parlando di una delle principali vie di comunicazione della provincia. Il ponte si trova esattamente tra Masi Torello e Rovereto, di conseguenza chi arriva da Ferrara, deve attraversare Masi Torello, prendere la via Sant’Anna (Sp 37) e quindi via dei Masi.

I disagi. In pratica si deve percorre la strada parallela alla via Comacchio. «Non è una questione chilometri in più – spiegano i residenti –. Il punto è che la via dei Masi è una strada comunale dove passa una sola auto alla volta e per metà non è meno asfaltata. Per noi sta diventano un incubo». C’è chi ha già provveduto a chiudere alla meno peggio il passaggio delle auto dalla proprietà privata e chi ha affisso cartelli pregando di limitare la velocità.


Il provvedimento è adottato per consentire l’avvio del cantiere per la demolizione del ponte esistente (lungo 18 metri), a causa di problemi di degrado strutturale e dei materiali non più rinviabili, e ricostruzione della nuova struttura di attraversamento in calcestruzzo armato precompresso, nel rispetto rispetto delle nuove normative in materia di costruzioni. Un cantiere il cui costo sarà di 950mila euro, finanziati con i fondi sisma del 2012 dal ministero Infrastrutture e trasporti. La misura di chiusura totale del traffico è stata presa perché l’intervento di demolizione non consente, evidentemente, soluzioni di semplice limitazione al transito. Nei giorni scorsi, appena il cantiere è stato aperto, si sono registrati diversi incidenti, di cui uno più grave perché, secondo chi ha percorso la provinciale, la segnaletica non era sufficiente. C’è anche da dire che nella stessa zona, ma sulla Superstrada Ferrara-mare, in contemporanea è stato aperto l’ennesimo cantiere «così se come l’altra sera la statale chiude, qui siamo rovinati».

La richiesta. L’appello è rivolto in primo luogo ai sindaci, Riccardo Bizzarri per il tratto di Masi Torello ed Elena Rossi per Ostellato: «Non possiamo stare cinque mesi in questo modo – vanno avanti dalla via Masi –. A parte che questa strada rischia il collasso, da qui passano adesso camion di ogni tipo. Solo ieri (martedì, ndr) due autoarticolati si sono trovati uno di fronte all’altro: un disastro...Ci chiediamo come si possano prevedere lavori del genere senza fare i conti con le realtà di questo territorio». «Nel tratto di strada bianca lo stabilizzato è già stato spazzato via e in un punto ci si pianta, visto anche che sono al lavoro tutti i mezzi pesanti dell’Enel e le trivelle perché stanno cambiando i tralicci». Quindi l’appello: «Invitiamo i due primi cittadini come anche i presidente della Provincia a fare un giro perché il nostro disagio va toccato con mano per arrivare a capirlo». —

Annarita Bova

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