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Ferrara, Pronto soccorso affollato e tempi lunghi: arriva la task force fornita dai privati

Il Sant’Anna potenzia i turni del servizio “affittando” personale esterno. Una paziente: le mie ore d’attesa da codice verde

FERRARA. Una iniezione di personale esterno fornito da una società privata per rimpinguare i turni del pronto soccorso di Cona. È la soluzione che l’azienda ospedaliera ha scelto per rispondere - forse già da agosto – alla grave carenza di personale che negli ultimi anni ha fortemente condizionato i carichi di lavoro dei dipendenti e generato pesanti disagi all’utenza a causa dei lunghi tempi di attesa per gli accertamenti sanitari e i ricoveri. Sono previsti anche turni aggiuntivi forniti da operatori di altri servizi.

Il pronto soccorso del Sant’Anna si riempie quotidianamente di pazienti mentre gli ambulatori tendono a svuotarsi. Il contatore della fuoriuscita di camici bianchi dal servizio di emergenza-urgenza ha raggiunto, dall’anno scorso, quota -12, conteggiano in ospedale. Dalla direzione rispondono che quest’anno, a fronte di «6 unità in dismissione sono state acquisite 6 unità in entrata con azioni di reclutamento».


È noto che qualche specialista da Cona si è trasferito nel Veneto (Asl di Rovigo), qualcun altro in regioni del centro Italia, altri ancora hanno chiesto di spostarsi nei meno affollati (e più tranquilli, almeno sotto l’aspetto dei flussi) ospedali dell’azienda territoriale.

La situazione di sofferenza del personale è comunque conclamata. In buona parte è determinata da un organico che per diversi motivi risulta insufficiente rispetto alle esigenze di una “porta” di accesso molto sfruttata, anche dai pazienti che risiedono in altre zone della provincia. Ne sono testimonianza le ricorrenti proteste dei sindacati e le frequenti lamentele del personale, come i racconti dell’utenza.

Il racconto. Una paziente di 19 anni che si è presentata al ps del Sant’Anna martedì mattina per essere medicata dopo aver subìto un infortunio sul lavoro, ha raccontato ieri alla “Nuova” le ore trascorse in ospedale da “codice verde”. «Sono entrata al ps al mattino – ha detto – e sono stata visitata verso le 20 dopo aver chiesto spiegazioni ad un sanitario per questa lunga attesa. Prima di me quelle spiegazioni le avevano richieste altri pazienti, qualcuno aspettava dall’alba, dalle 5 del mattino, qualcun altro dal pomeriggio del giorno prima». Dopo tante ore di attesa un paziente se n’è andato, «c’erano diversi anziani che non potendo essere affiancati dai propri parenti a causa delle regole di prevenzione della pandemia chiedevano di essere accompagnati in bagno o aspettavano che qualcuno spiegasse loro quando sarebbero stati visitati o ricoverati».

Scenari già descritti in passato, talvolta con attese superiori alle 50 ore. Il Sant’Anna sottolinea che nel mese di giugno 2021 il tempo medio di permanenza in pronto soccorso «è stato di poco inferiore alle 7 ore. Il tempo medio di attesa dall’arrivo del paziente in pronto soccorso al momento della visita da parte del medico è stato di 2 ore e 25 minuti». Tempi più lunghi per i codici bianchi e verdi, i “colori” da cui di solito giungono le lamentele. Non sono mancate, ammette il sant’Anna, «singole giornate di particolare criticità, principalmente nei primi mesi dell’anno, in piena ondata pandemica». Ore in “stand by” per accedere «ai posti letto disponibili in un periodo che ha richiesto continue riorganizzazioni (riconversioni da reparti Covid-free a reparti Covid e viceversa)». Situazioni che si sono sommate alle cosiddette «dimissioni difficili», con prolungamento «della permanenza dei pazienti in ospedale». All’inizio di luglio si è registrata la presenza contemporanea anche «di 70 pazienti in ps e fino a 9 codici rossi nello stesso momento». Il tempo medio di attesa triage-ambulatorio è stato «comunque di 2 ore». Ma alla Nuova sono state riportate da pazienti attese molto più lunghe.

Più ricoveri Covid. La pandemia ha complicato tutta l’organizzazione. Dal 22 al 28 luglio si sono registrati 18 accessi di pazienti Covid (10 ricoverati), «dato notevolmente superiore – conclude il S. Anna – a quello delle tre settimane precedenti (accessi settimanali di 6 pazienti Covid con 4 ricoverati). I pazienti Covid si sono triplicati nell’ultima settimana». —

Gi.Ca.

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