Alimenti di origine animale La pandemia accresce i controlli su tutta la filiera

i controlli

La pandemia non ha fermato le attività veterinarie. I numeri dei controlli di sicurezza alimentare sulla filiera degli alimenti di origine animale stanno a dimostrare questa attività.


Sul piano dei numeri, sono 272 gli allevamenti tradizionali, cui si aggiungono 889 apiari, 168 allevamenti di molluschicoltura, 14 vallicolture in acque salmastre, 12 itticolture in acque dolci.

La gestione dell’emergenza sanitaria nel 2020 non solo ha confermato le attività degli scorsi anni, ma ha registrato un aumento degli interventi tesi a garantire il rispetto di tutte le condizioni igienico-sanitarie dei cibi dalla produzione fino al consumo. A provarlo sono i dati di attività dell’unità operativa attività veterinarie dell’Asl di Ferrara dello scorso anno cui spetta - in qualità di autorità competente locale per la sicurezza alimentare - il compito di verificare la corretta applicazione delle regole sanitarie derivanti dalle normative europee da parte degli operatori del settore alimentare, lungo tutta la filiera degli alimenti di origine animale, mediante controlli che interessano la fase di produzione primaria, cioè gli allevamenti, e proseguono lungo tutta la filiera produttiva fino alla tavola, passando dalle varie fasi di lavorazione (macello, stabilimenti di lavorazione delle carni, delle uova, del latte, e altro), di trasporto, distribuzione (negozi alimentari, super e ipermercati, per fare alcuni esempi) e somministrazione (mense e ristoranti).

Ben 1581 accessi in 401 allevamenti delle specie bovina, bufalina, ovi-caprina, suina, equidi, avicoli, cunicoli, allevamenti apistici e di acquacoltura.

I controlli ufficiali, svolti da medici veterinari, sono finalizzati alla verifica dei requisiti definiti dalla normativa europea in materia di identificazione e registrazione degli animali, misure di biosicurezza volte a prevenire l’introduzione delle malattie infettive, di benessere animale, alimentazione, uso del farmaco veterinario e igiene della produzione del latte, delle uova e del miele.

A questi si aggiungono 9.086 accertamenti diagnostici sugli animali per l’applicazione di piani di sorveglianza delle malattie infettive, comprese le zoonosi.

Inoltre, 157 le non conformità a requisiti previsti nei vari settori controllati, riscontrate in 66 allevamenti e oggetto di provvedimenti e successivi accertamenti. —

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