Contenuto riservato agli abbonati

Sempre più giovani contagiati

La variante Delta corre, si abbassa ancora l'età media dei positivi

MILANO. Lenta ma costante, prosegue la risalita dei contagi da coronavirus in Italia: nelle ultime 24 ore sono stati 6.619, con un tasso di positività ancora intorno al 2,7 per cento. A preoccupare è la variante Delta, che è molto più contagiosa, si diffonde soprattutto tra i giovani e ormai, certifica l’Istituto superiore di sanità, è causa del 94,8 per cento dei casi registrati nel nostro Paese.

CAMBI DI COLORE

«I Paesi dell’Europa cominciano a cambiare colore: dal verde - quindi con una circolazione contenuta - che migra verso l’arancione fino al rosso intenso», sottolinea il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, spiegando che «anche in Italia, in tutte le regioni, c’è una crescita nel numero di nuovi casi e questo è sottolineato dal colore dell’Italia che comincia di nuovo a scurirsi. Nelle ultime due settimane c’è stata una crescita nell’incidenza - prosegue Brusaferro - nella settimana scorsa, in particolare, a livello nazionale avevamo un’incidenza di 41 casi per 100mila abitanti in un arco di tempo di sette giorni, mentre in questa settimana - i dati sono aggiornati al 29 luglio - abbiamo un’incidenza di 58 casi in sette giorni».

TRE REGIONI A RISCHIO

Questo significa che qualche regione potrebbe tornare in fascia gialla? «La prossima settimana sulla base dell’andamento dell’indice Rt potremo avere un quadro più definito, oggi è difficile fare previsioni» risponde Brusaferro. In base al tasso di occupazione dei reparti Covid tre regioni non sono messe benissimo: Sicilia, Sardegna e Lazio.

SOTTO CONTROLLO

Il numero di decessi rispetto ai numeri dei mesi scorsi resta però contenuto (18 nelle ultime ventiquattro ore), così come è sotto controllo la pressione sugli ospedali, che aumenta (le terapie intensive sono tornate sopra quota 200, a 201, dopo settimane) ma non in maniera eccessiva come nelle precedenti ondate. Frutto anche del buon andamento della campagna vaccinale, con 67.544.883 dosi somministrate e 31.770.746 di persone, il 58,82 per cento della popolazione con più di 12 anni di età, che ha ricevuto entrambe le dosi. Grazie a questi numeri, in questo momento negli ospedali italiani l’occupazione da parte di pazienti Covid «nel caso dell’area medica è del 2,9 per cento e nel caso della terapia intensiva è del 2,2», sottolinea Brusaferro.contagiati i più giovani«I dati sulla popolazione colpita da questa infezione - aggiunge - iniziano a stabilizzarsi: l’età mediana della diagnosi è 27 anni, quella del primo ricovero 49. L’ingresso in terapia intensiva ha un’età mediana di 63 anni. In risalita l’età mediana di chi non sopravvive, 80 anni. E i nuovi casi di Covid in Italia crescono soprattutto nelle fasce d’età 10-19 anni e 20-29 anni». --