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Credem a Federconsumatori: «Non accostateci a Carife»

L’istituto reggiano ribatte all'associazione: il calo del valore dei titoli non c’entra con la fusione

CENTO. «L’operazione di fusione tra la Cassa di Risparmio di Cento e Credito Emiliano è completamente differente rispetto a quanto avvenuto per Carife». Credem replica in questo modo a Federconsumatori, che ha annunciato per settembre una tornata di assemblee riservate agli ex azionisti Caricento, che dopo il concambio riconosciuto in seguito alla fusione con la banca reggiana hanno visto ridursi considerevolmente il valore dei loro titoli. «A nostro avviso ci sono tutte le condizioni per chiamare in causa Credem in azioni risarcitorie», aveva detto l’associazione di consumatori, tra le più attive fin dalla prima ora sul fronte del risparmio tradito.

LE QUOTAZIONI


Quello con Carife, secondo Credem, sarebbe «un accostamento non corretto e fuorvianti per gli azionisti stessi».

Eccone le ragioni: «Mentre gli azionisti di Carife hanno visto scomparire tutte le proprie azioni insieme con la risoluzione della propria banca, gli azionisti della Cassa di Risparmio di Cento, nell’ambito dell’operazione condotta con il Credito Emiliano hanno invece ricevuto un premio rispetto alla valorizzazione delle proprie azioni sul mercato Hi-Mtf – sostengono da Credem –. Inoltre, si trovano attualmente in portafoglio un’azione liquida, scambiabile liberamente sul mercato azionario, e di una banca particolarmente solida, così come riconosciuto dalla stessa Federconsumatori e come testimoniato dall’esito dei recenti stress test della Bce che ha collocato il Gruppo emiliano tra i migliori istituti creditizi di tutta Europa. Un titolo azionario che, negli ultimi anni, ha sempre assicurato il pagamento di un dividendo annuale, con la sola eccezione del 2020, a seguito del divieto posto dalla Banca Centrale Europea».

Sempre Credem evidenzia che «il depauperamento del valore del titolo della Cassa di Risparmio di Cento nulla ha a che vedere con la recente fusione (dalla quale, come riportato sopra, i soci hanno ricevuto un premio rispetto alle quotazioni delle proprie azioni) essendosi consumato ben prima di questa operazione. Un calo delle quotazioni che, purtroppo, ha accomunato tante altre realtà bancarie, quotate o meno, stante una crisi economica che si trascina, con poche pause, ormai dal 2008».

Credito Emiliano, infine, rinnova il suo impegno «a creare valore per le comunità in cui operiamo, anche come mezzo per favorire la crescita del titolo azionario, di cui, a differenza dei soci Carife, possono beneficiare anche gli ex soci della Cassa di Risparmio di Cento».

LO SWITCH

Da qualche giorno i clienti Caricento segnalano problemi con lo switch, il passaggio dei conti correnti da una banca all’altra. Anche i sindacati dei bancari hanno fatto presente le difficoltà in cui si trovano a operare i dipendenti all’interno delle filiali di Caricento.

Credem parla di «problematiche principalmente da ricondurre al mancato recepimento, da una banca significativa, dei nuovi codici bancari per i pagamenti». Le criticità, peraltro, sarebbero in fase di risoluzione.

«In merito alla migrazione sul nuovo internet banking, si segnala che, in soli 5 giorni, sono già migrati con successo oltre il 56% dei clienti che lo utilizzano (oltre 14.500 clienti), grazie al supporto sia dei colleghi in filiale che di quelli del call center – prosegue Credem –. Attualmente, a supporto delle filiali ci sono 69 persone esperte pienamente dedicate, di cui 26 in presenza e 43 in remoto, anche stante la situazione sanitaria attuale. Analogamente, tutti i cassieri avevano fatto precedentemente affiancamenti nelle filiali Credem proprio con l’obiettivo di facilitare la transizione, stante che la problematica di cui sopra, in merito ai pagamenti, non è stata causata dal Gruppo, né poteva da questo essere prevista». —

F.T.

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